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Cinque ore d'interrogatorio per la cugina di Sarah Scazzi

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Sabrina, figlia dello zio che ha ritrovato il cellulare, ascoltata dal procuratore. "Troppe coincidenze"

Roberto Amaglio
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La svolta nelle ricerche di Sarah Scazzi è ancora lontana. Ma il cerchio degli inquirenti sembra si stia stringendo. Questo pomeriggio, infatti, il procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, ha interrogato per cinque ore Sabrina, la cugina della quindicenne scomparsa. A distanza di 24 anni dal ritrovamento del cellulare della ragazzina, infatti, il capo della procura pugliese fa capire che non crede alle coincidenze "specie se sono troppe". Parlando all'Ansa, infatti, Sebastio si è chiuso dietro il segreto istruttorio, ma si è lasciato sfuggire che sul ritrovamento del cellulare semibruciacchiato di Sarah Scazzi si siano riscontrate un po' troppe coincidenze. Il procuratore di Taranto non si sbilancia ma, in ambiente investigativo, non si ritiene verosimile che sia stato casuale che il telefonino di Sarah sia stato ritrovato dallo zio della quindicenne scomparsa, Michele Misseri, il papà di Sabrina, proprio la cugina con la quale Sarah il giorno della scomparsa sarebbe dovuta andare al mare. D'altro canto, Misseri aveva lavorato con altre persone nel fondo agricolo dove ha trovato il telefonino e nessuno aveva notato il cellulare ripulendo il fondo agricolo. Probabilmente, ipotizzano gli inquirenti, il cellulare è stato gettato lì dopo che le fiamme appiccate a stoppie e foglie secche erano già consumate.

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