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Federalismo, ok dal Cdm

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Approvato il decreto legislativo tra le perplessità dei governatori. Bossi:"Elezioni abbastanza lontane"

carlotta mariani
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Il consiglio dei ministri ha detto 'sì' allo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale di regione e province e sui costi standard per la sanità. Un incontro lampo di solo mezz'ora. Il provvedimento dovrà ora essere esaminato dalla conferenza unificata e dalle commissioni parlamentari. Poi tornerà in consiglio. "Oggi è una giornata molto importante per l'Italia" ha dichiarato il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "È stato scelto un federalismo avanzato ma moderato e solidale. E questa è stata una scelta importante, perchè consente al Nord, al Centro, al Sud, alla maggioranza e anche a parte dell'opposizione, di riconoscersi in questo provvedimento”. Secondo il ministro delle Riforme Umberto Bossi, l'approvazione è "un buon segno per il prosieguo della legislatura". Il decreto approvato ha riunito tre punti che erano stati pensati, inizialmente, in modo separto: costi standard della sanità, autonomia impositiva delle regioni e del fisco provinciale. Novità importante delle ultime settimane è la possibilità, per le amministrazioni regionali di azzerare l'Irap e di aumentare l'Irpef con una gradualità che va dallo 1,4% nel 2013 al 3% nel 2015. "L'incremento - ha precisato Calderoli - non potrà essere applicato ai primi due scaglioni". Una parte dell'accisa sulla benzina passerà alle province e verrà creato un fondo di solidarietà tra regioni finanziato con l'Iva. Il consiglio aveva già dato il via libera ad alcuni decreti attuativi del federalismo fiscale come Roma Capitale, il federalismo demaniale e il fisco municipale. Su quest'ultimo punto era previsto un parere da parte della conferenza unificata oggi pomeriggio. Dopo la riunione di ieri tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e i vertici dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) è stato però deciso di spostare la discussione alla settimana prossima. Se la maggioranza esulta per il risultato ottenuto in Cdm, le Regioni non prendono bene questa improvvisa accelerazione sul Federalismo che, nei piani del Governo, dovrà essere approvato entro marzo. Si fa portavoce delle perplessità dei Governatori Vasco Errani, presidente dell'Emilia Romagna, nonché presidente della Conferenza degli enti locali. "Non abbiamo nessun problema ad andare avanti sul federalismo, nessun problema ad arrivare al più presto all'assetto previsto dalla legge 42, ma vogliamo farlo sicuri che questo rappresenti quel passo avanti che tutti auspichiamo per i nostri cittadini e i nostri territori. Invece al momento dell'approvazione in Cdm ci sono ancora nodi non risolti e che noi consideriamo decisivi, come la definizione dei Lea e dei Lep, la seconda gamba essenziale dopo i costi standard. Inoltre bisogna vedere come si concilia il federalismo con la manovra finanziaria; se i trasferimenti non ci sono, è chiaro che il decreto non funziona. E anche il ministro Calderoli sa bene che le cose che diciamo sono la realtà". Più morbido il giudizio di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia. "Il passaggio in Consiglio dei ministri dei primi decreti sul federalismo regionale è certamente un fatto significativo e importante. Il testo presentato si avvale del buon lavoro fatto in settimana tra Governo e Regioni, che lo ha reso molto più coerente, anche se è avremmo preferito poter sviluppare, prima di questa approvazione in CdM, un confronto anche sui costi standard".

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