Cablo, Frattini: "Su politica energetica decidiamo noi"

domenico d'alessandro

E' ancora la bufera Wikileaks ad imperversare nelle vicende politiche internazionali. Il ministro degli Esteri Franco Frattini è intervenuto alla trasmissione di Lucia Annunziata "In mezz'ora" e ha affermato che il vero obiettivo della fuga di notizie "è l'amministrazione Usa, non l'Italia". Per il Ministro "si tratta di un attacco senza precedenti alle relazioni internazionali". Sui rapporti con la Russia, fino ad ora punto cruciale delle rivelazioni sull'Italia, Frattini ha affermato: "La politica italiana si è rivelata giusta, mentre era sbagliata quella della precedente amministrazione Usa. Il mondo ha camminato nella direzione della cooperazione e della collaborazione con la Russia auspicata dal presidente del Consiglio e da me condivisa". In particolare, durante la crisi tra Russia e Georgia del 2008 "noi - ha proseguito Frattini - ritenevamo che la posizione del vicepresidente Usa Dick Cheney, che voleva l’isolamento di Mosca, non fosse corretta. Noi ritenevamo in quel momento che isolare la Russia sarebbe stato un errore, e che invece fosse opportuno dialogare. Poi si è visto che il presidente francese, la cancelliera tedesca e l’Italia insieme hanno portato l'Europa su una posizione che noi ritenevamo la mogliore, e cioè di non isolare la Russia, pur nel rispetto dell’integrità teritoriale georgiana". Sulla politica energetica, il titolare della Farnesina ha assicurato che "l'Italia non si è mai sottratta a un impegno di trasparenza e collaborazione con gli Stati Uniti. Se la politica energetica dell’Italia sia giusta o no, questo lo decide l'Italia". Il nostro Paese "ha un interesse nazionale di sicurezza e indipendenza energetica - ha proseguito - La nostra strada è la differenziazione energetica, con Russia, Libia, Algeria, paesi del Golfo. Su questo decide l’Italia e solo l’Italia, io posso informare ma nessuno può decidere in nostro nome". Frattini ha smentito ogni tensione con gli Usa: "Oggi frizioni tra noi e l’America non ce ne sono", e anzi nei confronti della Russia "c'è piena sintonia" tra Roma e Washington.