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Obama: "Crisi brutale, tanta strada da fare"

Il Presidente Usa sullo stato dell'economia: "Favorire le aziende a patto che assumano e investano"

domenico d'alessandro
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La crisi è stata "brutale". L'economia è in ripresa, ma "c'è ancora molta strada da percorrere". Il presidente americano, poche ore dopo il monito lanciato dal presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, non si nasconde. La ripresa "non è forte come ci si attendeva", e per spingerla Obama ha ribadito l'impegno dell'amministrazione per favorire la crescita e ridurre la disoccupazione. FAVORIRE LE AZIENDE - Il piano elaborato dal presidente Usa cercherà di favorire le aziende, ma sta a loro cogliere l'occasione per ricominciare ad assumere e investire, stimolando così la crescita e l'occupazione. Obama lo ha spiegato nel suo discorso sullo stato dell'economia americana. Barack, dopo aver annunciato la nomina di Gene Sperling (nella foto, con Obama) a capo del National Economic Council al posto di Larry Summers, ha promesso un abbassamento del 75% dei costi medi degli investimenti, definendolo una "grande opportunità per potersi espandere e assumere". Il leader democratico ha poi invitato le "compagnie e fare investimenti subito", cosa che "aiuterà a far riprendere l'economia". DATI SULL'OCCUPAZIONE - Da Obama è poi giunto un commento sui dati, diffusi venerdì, sulla disoccupazione americana al 9,4%, il valore più basso dal maggio 2009: "La tendenza è chiara, abbiamo visto per 12 mesi di fila una crescita del settore privato per la prima volta dal 2006, l'economia ha creato 1,3 milioni di posti di lavoro l'anno scorso e ogni trimestre siamo stati più forti del precedente". Obama ha poi proseguito: "E' stata una recessione brutale, la peggiore alla quale assisteremo nella nostra vita una recessione che ha lasciato sulla sua strada tanta distruzione, con la perdita di 8 milioni di posti di lavoro". "LA NOSTRA MISSIONE" - Il Presidente degli Stati Uniti ha poi concluso affermando: "La nostra missione è accelerare le assunzioni e la crescita e per fare ciò dobbiamo rendere la nostra economia più competitiva".

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