Napolitano: "Stop a idea donna oggetto"

Andrea Tempestini

"Le donne italiane ancora lontane dall'aver conquistato la parità in molti campi. Basti ricordare il divario di genere quale risulta anche dai rapporti internazionali, nella rappresentanza politica, nei media, ancora in qualche carriera pubblica, nella conduzione delle imprese, in generale nell'accesso al mercato del lavoro". Queste la parole scelte dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per il suo intervento al Quirinale per la celebrazione della Gioranta internazionale della donna. "CONSUMISMO RIDUCE DONNA A OGGETTO" - "Ne soffrono", ha continuato Napolitano, "soprattutto le ragazze, le giovani in cerca di occupazione: e per comprendere quali energie e potenzialità rischino così di essere sacrificate, basta vedere come si fanno valere ricercatrici italiane quali quelle che ho incontrato qualche giorno fa al Cern di Ginevra. Per raggiungere una parità sostanziale è necessario incidere essenzialmente sulla cultura diffusa: sulla concezione del ruolo della donna, sugli squilibri persistenti e capillari nelle relazioni fra i generi, su un’immagine consumistica che la riduce da soggetto a oggetto propiziando comportamenti aggressivi che arrivano fino al delitto". FRANCA VIOLA - "I progressi femminili sono il risultato di azioni e partecipazioni collettive di tante donne nei movimenti, nei partiti, nei sindacati. Il progresso femminile non si deve solo a figure professionalmente eccellenti, bensì anche, e molto, a persone normali che hanno infranto barriere, a donne coraggiose, che hanno distrutto vergognosi privilegi maschili", ha continuato il Capo dello Stato, citando poi il caso di una giovane, Franca Viola, che nel 1966 rifiutò di concedere il matrimonio riparatore al mafioso che l'aveva rapita a violentata. "Il suo comportamento", ha sottolineato Napolitano, "contribuì a determinare la revisione della norma e conferì alla parola onore il significato che deve avere: rispetto di sè, rispetto da parte degli altri".