Rimpasto, Capo Stato frena su Romano: "Riserve"

domenico d'alessandro

Il rimpasto di governo riserva il dicastero della Cultura a Giancarlo Galan, ministro dell'Agricoltura uscente: in Consiglio dei Ministri, Sandro Bondi ha confermato la sua intenzione di dimettersi. Il posto di Galan viene preso da Saverio Romano, che ha già promesso fedeltà alla Costituzione davanti a Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi e Gianni Letta (nella foto). Ma il Capo dello Stato frena, ed ha espresso riserve sull'ipotesi di nomina di Romano al dicastero dell'Agricoltura: Giorgio Napolitano "ha proceduto alla nomina non ravvisando impedimenti giuridico-formali che giustificassero un diniego - si legge in una nota ufficiale del Quirinale - ma ha auspicato che gli sviluppi del procedimento" a carico di Romano "chiariscano al più presto l’effettiva posizione del ministro". ROMANO: "CON NAPOLITANO INCONTRO CORDIALE" - Nel primo pomeriggio il neo ministro dell'Agricoltura Romano ha parlato con i giornalisti alla Camera: "Io non sono mai stato a caccia di poltrone - ha detto - La nostra, quella dei Responsabili, è una operazione politica. Non c'è stata nessuna contrattazione con Berlusconi. Non mi era stata promessa nessuna poltrona - ha tenuto a precisare Romano - Anzi, quando i Responsabili hanno votato la fiducia lo scorso 14 dicembre era lontanissima qualsiasi ipotesi che il governo potesse durare ancora". Dopo aver annunciato che in serata è previsto un incontro con Berlusconi, il nuovo titolare del Dicastero dell'Agricoltura ha commentato la nota del Quirinale: "Sono dispiaciuto. L’incontro con il Presidente della Repubblica è stato cordialissimo - ha svelato - e invece il suo ufficio stampa ha scritto una nota che a mio parere non è nemmeno nel pensiero del Capo dello Stato, non riflette il suo pensiero. Per di più- ha insistito - l'ufficio stampa ha fatto anche degli errori. Io non ho mai avuto gravi imputazioni, non sono mai stato imputato. Quando il pm, come nel mio caso, chiede l’archiviazione, non si è più nemmeno indagati. Il gip non fa altre indagini, fa un’attività di controllo". CDM: SI' A MORATORIA DI UN ANNO PER NUCLEARE - In un Consiglio dei Ministri ricco di decisioni è stata approvata la moratoria di un anno per ciò che concerne l'individuazione dei siti e l'attivazione delle procedure per la costruzione delle centrali nucleari, proposta dal ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, e da quello dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo (nella foto) martedì. Il CdM interviene sull'articolo 3 del decreto legislativo 31 del 2010 attraverso il correttivo posto all’esame dello stesso Consiglio e analizzato nei giorni scorsi dalle commissioni parlamentari competenti. L’intervento normativo comporta una moratoria di fatto in materia di nucleare. APPROVATO DL ANTISCALATE - Inoltre, è stato licenziato il decreto legge cosiddetto "antiscalate", che tutela le imprese dei settori strategici per l’interesse nazionale da scalate straniere. L'adozione del provvedimento era stata comunicata nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti all’ambasciatore francese a Roma, dopo i casi dello "shopping" francese in alcune aziende di casa nostra (ultimo, in ordine di tempo, quello di Lactalis sulla Parmalat). Il provvedimento prevede l'obbligatorietà del parere preventivo, sul modello della legge francese 'anti-Opa' del 1995. In CdM, inoltre, è passato un altro decreto legge che proroga a 180 giorni il termine per le assemblee societarie anche qualora tale possibilità non sia prevista dallo statuto della società. Nel caso in cui l'assemblea sia stata già fissata può essere riconvocata nello stesso termine. Il decreto può essere dunque applicato anche a Parmalat. FONDI PER LA SICUREZZA - Il CdM ha approvato il decreto sui fondi destinati al comparto sicurezza. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: "Oltre ai soldi già stanziati - ha spiegato - ci saranno 115 milioni che erano destinati ad altra causa. Potranno diventare di più se ci sarà una diminuzione delle spese per le missioni internazionali". REINTEGRO FONDI FUS - E' stato approvato anche il decreto per il reintegro dei fondi destinati alla cultura, che torna a 428 milioni. "Pensavo che fosse scontato ciò che il Consiglio dei ministri di oggi ha approvato - ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta - Anche perchè, il ministro Bondi e io avevamo preso un impegno e siamo abituati a rispettarli. Quindi, non ho mai avuto dubbi sul rispetto di questo impegno. Ci eravamo impegnati dicendo che avremmo provveduto a reintegrare il Fus e tax credit, non tutti ci hanno creduto, ne sono nate polemiche poco simpatiche e qualche manifestazione... ma tutto bene quello che finisce bene". Gianni Letta conferma così a Palazzo Chigi che "oggi il Consiglio dei ministri ha reintegrato il Fus per l’anno in corso e garantito il tax credit che ora diventa stabile e permanente". Lo stesso Letta ha poi annunciato anche l'abolizione dell'aumento di 1 euro del biglietto per assistere alle proiezioni cinematografiche. "Il tax credit per lo spettacolo - ha annunciato Letta - era stato finanziato proprio con l'aumento del prezzo al cinema che aveva preoccupato gli esercenti cinematografici. Abbiamo abolito l'euro di aumento e finanziato stabilmente il tax credit con parte di un modestissimo aumento delle accise della benzina".