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Calciopoli: ridotta pena ai Moggi: un anno a Luciano

La Corte d'appello conferma: assoluzione per l'accusa di associazione a delinquere. Cinque mesi al figlio Alessandro, prescrizione sul caso Amoruso

Federica Lazzarini
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Riduzione di pena per i Moggi: un anno a Luciano e 5 mesi al figlio Alessandro. La decisione della Corte d'appello è arrivata venerdì, dopo due ore di camera di consiglio. Il processo riguardava le presunte pressioni esercitate dalla Gea World, la società che dal 2001 fino all'avvento dello scandalo Calciopoli, gestendo centinaia di procure di atleti di serie A e B, aveva una forte ascendenza sul mondo del calcio. LE ACCUSE PRESCRITTE - Dopo due ore di consultazione, il collegio, presieduto da Giovanni Masi, ha ritenuto prescritto l'episodio di violenza privata attribuito ai due Moggi, con riferimento al caso del giocatore Nicola Amoruso. E' rimasto in piedi, invece, il caso di violenza privata riguardante il centrocampista Emanuele Blasi (attribuito all'ex dirigente bianconero) assieme ai due episodi di tentata violenza privata sui russi Zeytulave e Budiansky che sono stati contestati ad Alessandro Moggi. Per il resto la corte d'appello ha confermato la sentenza con la quale il tribunale di Roma aveva assolto tutti gli imputati dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minacce e violenza: oltre ai Moggi, anche i procuratori Davide Lippi, figlio dell'ex tecnico della Nazionale e Franco Zavaglia, Francesco Ceravolo (già responsabile del settore giovanile della Juventus nonchè osservatore per conto di Luciano Moggi). E' stato dichiarato inammissibile, infine, l'appello della procura nei confronti di Pasquale Gallo, anche lui assolto in primo grado. LA PENA - La corte ha disposto anche che Luciano Moggi paghi 10mila euro di spese di giudizio, riferite al primo e secondo grado, e risarcisca i danni in separata sede al procuratore sportivo Stefano Antonelli, già agente del calciatore Blasi. Moggi e il figlio Alessandro, poi, dovranno pagare 2mila euro alla Figc. Stando al capo di imputazione, Blasi (ora al Napoli) sarebbe stato costretto a liberarsi di Antonelli perché solo affidandosi alla Gea avrebbe ottenuto dalla Juventus l'adeguamento contrattuale che chiedeva da mesi. I russi Ilyas Zetulaev e Victor Budiansky, invece, sarebbero stati invitati (ma si rifiutarono) a revocare il mandato affidato a Marco Trabucchi e a farsi rappresentare dalla Gea ottenendo in cambio la possibilità di giocare in club blasonati. Quanto all'episodio (dichiarato prescritto) che chiama in causa Amoruso, la procura ha ritenuto che l'attaccante sia stato costretto ad accettare il trasferimento al Perugia, che navigava economicamente in brutte acque, con la possibilità di rientrare l'anno dopo alla Juventus, che deteneva il suo cartellino, a patto che venisse revocato l'incarico conferito al suo precedente procuratore Antonio Caliendo.

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