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Mantovano: "Così metteremo spalle al muro Sarkò"

L'ex sottosegretario a Libero: "Trasformiamo i clandestini in rifugiati, obbligheremo Parigi ad accettarli" / SPECCHIA

Giulio Bucchi
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Caro Alfredo Mantovano, lei ha mollato le poltrona da sottosegretario agli Interni per non essere riuscito a contenere il flusso d'immigrati nella sua Manduria. Sa che è un caso da studio? «C'è un casus e una causa. Il casus è Manduria; la causa è legata ai problemi sulla gestione dell'emergenza, con le immagini dei tunisini in fuga dalla tendopoli; tengo a dire che per anni ho avuto un buon rapporto col ministro Maroni e con la Lega» Lega che, però, ha contribuito a scodellarle gli immigrati in casa, di cui il 50% pare già fuggito. È  questo il problema? «Il problema è il tasso d'ideologia eccessivo, il  “fuori dalle balle” di Bossi che equivale a “tutti gli immigrati al sud”, che trovo inaccettabile. Anche perché da vent'anni il carico dei Cie è supportato da tre regioni: Sicilia, Calabria e Puglia. Ora è tutto concentrato in Sicilia e in Puglia. A Manduria. Che è diventata un'altra Lampedusa e ha già accolto 3000 persone» Questi immigrati sono da considerarsi rifugiati o clandestini? «Sono tunisini e in quanto tali clandestini. Ora,  Berlusconi è volato in Tunisia e io faccio voto affinchè si ripristini l'accordo di sicurezza valido fino al 2010. Ma perché ciò accada tutti sanno che un accordo richiede tempi tecnici, procedure lunghe di riconoscimento» Senza considerare che il ministro degli Esteri tunisino non è quello che c'era il mese scorso e forse non sarà lo stesso del mese prossimo... «Esatto. E intanto la situazione peggiora, ci sono in giro 20mila soggetti maschi adulti sparsi per la penisola, molti dei quali hanno preso il treno per Milano o Padova e lì hanno già cominciato a delinquere» La soluzione? «Intanto allestire altre tendopoli E aumentare i controlli per evitare le fughe» Andiamo, il vero problema è che l'Europa ci ha lasciati soli. Il nuovo ministro degli esteri francese come primo atto è andato a Ventimiglia per congratularsi coi gendarmi che bloccano gl'immigrati alla frontiera... «Vero. E infatti potremmo fare in modo che  gli altri stati li accolgano. Vede, la legge Bossi/Fini è buona per l'ordinarietà. Ma in situazioni straordinarie come questa se ne può applicare l'articolo 20 che è una “valvola di sfogo”: stabilisce di poter assegnare permessi per motivi umanitari; il che, oltre a concedere una certa serenità agli immigrati consente loro di poter girare liberamente in area Shengen» In sostanza Francia e Germania non potrebbero più bloccarli alla frontiera. «Sì, e noi sappiamo che molti di loro vorrebbero andare proprio lì, hanno famiglie in quei paesi. Ma, badi, non è né una sanatoria né uno strumento di reazione. Si tratterebbe soltanto di far dividere le responsabilità con gli altri...» Il governo può cadere su questo? Considerando anche che domenica dovrebbe essere allestita una tendopoli anche a Torino? «Non credo. Anzi sarà un occasione, per le Regioni e per Bossi, di mettere da parte l'egoismo e seguire il consiglio del Presidente Napolitano , specie dopo aver festeggiato l'Unità d'Italia. Il rapporto con la Lega vive una fase acuta, ma non  certo è in discussione l'alleanza» Si rende conto che fuori lei dal governo la corrente della Nuova Italia di Alemanno rimarrà senza rappresentati al governo, mentre i Responsabili, affamatissimi di posti, hanno almeno un ministro? Non è seccante? «Io non potevo tradire i miei concittadini, anche se non era colpa mia. Ne ho parlato con Alemanno che ha capito. Sui posti ci sarà una dialettica interna al Pdl. Io ora mi preoccupo di più di chi può avere la propria casa violata» Alle dimissioni, cosa le ha detto il premier? «È  stato affettuosamente insistente affinchè le ritirassi. L'avrei fatto, avessi avuto segnali concreti. Ho chiesto che le navi dirette a Taranto proseguissero a nord. Tolto l'Abruzzo lì ci sono porti bellissimi. Mi hanno obbiettato (non c'era solo lui) che non c'erano i tempi tecnici per montare le tendopoli. Ho fatto notare che a Manduria le hanno allestite in 24 ore...» E com'è finita? «Grande stima, dimissioni irrevocabili». di Francesco Specchia

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