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Dior, un couturier fra gli artisti

Una mostra nella casa d'infanzia del couturier porta alla luce il suo passato da gallerista d'arte, una parentesi professionale fondamentale per il suo percorso da grande maestro di alta moda

Giulio Bucchi
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Spesso ci si interroga sulla natura della moda, sulla sua capacità di sfuggire ai diktat prettamente commerciali e di tirar fuori spunti e stimoli più profondi. Non è raro che le creazioni dei grandi nomi della couture vengano classificati come opere d'arte e questo non solo per la loro perfezione, per l'eleganza, per l'indiscussa bellezza, ma anche per le fonti preziose in cui gli stilisti trovano ispirazione. Che Christian Dior abbia trovato conforto, stimoli o addirittura illuminazione nel mondo dell'arte non è una novità.  La sua passione per le opere e i rapporti di amicizia stretti con artisti oggi apprezzati in tutto il mondo sono stati spesso oggetto di mostre e approfondimenti, ma ancora una volta il Museé de Granville vuole dare risalto ad una delle radici più solide della storia del costume  ripercorrendo i punti salienti della sua carriera sotto un diverso punto di vista, quello dell'appassionato d'arte. UN PASSATO DA GALLERISTA - Del Dior divo della couture si sa quasi tutto, le sue creazioni, magnifiche, sono ancora oggi simbolo di un'eleganza rara ed immortale, ammaliano gli stilisti più giovani che nella figura del designer francese trovano l'ispirazione e seducono le donne di tutto il mondo, ma non è come genio dell'alta moda che Christian Dior ha mosso i primi passi nel mondo del lavoro bensì come gallerista d'arte,  e la mostra Le bal des artistes ospite della casa d'infanzia di Dior,  villa Les Rhumbs a Granville, fino a fine settembre ne dipinge un inedito ritratto. Giovanissimo e pieno di passioni  infatti Christian Dior, con l'aiuto finanziario del padre, aveva aperto una galleria d'arte, un posto dove proporre opere d'avanguardia e subire il fascino del fermento culturale in atto, chiusa poi dopo qualche anno a causa della guerra, ma rimasta aperta un tempo sufficiente da lasciare un segno indelebile nella sua creatività. TRA ARTE E COUTURE -  Le bal des artistes, curata da Florence Müller, è suddivisa in due sezioni principali. Da una parte si indaga sulla vita del giovane gallerista a partire dal 1930, quando al fianco di  Jacques Bonjean e Pierre Colle contribuiva a scoprire giovani talenti destinati a diventare grandi nomi come Giorgio de Chirico, Raoul Dufy, Alexander Calder, Alberto Giacometti, dall'altra si approfondisce lo speciale rapporto tra le opere d'arte più amate e i suoi capolavori di tessuto, e l'influenza profonda che la scena artistica del dopoguerra ha avuto sul suo percorso stilistico. In mostra dipinti, disegni, sculture e fotografie, ma anche le creazioni di altri grandi dell'epoca, da Elsa Schiapparelli a Paul Poiret, scelti per tracciare il quadro di un'epoca di grande fermento, in cui la moda e l'arte si fondevano spesso e trovavano un valido alleato l'una nell'altra. di Donatella Perrone  

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