Guerra Lega, Bossi ringhia: "Maroni è triste? Fatti suoi"

Andrea Tempestini

Umberto Bossi si è ripreso in mano la Lega Nord. Lo ha dimostrato a Pontida, dove ha monopolizzato il palco da cui si è rivolto al popolo del Carroccio. Lo ha dimostrato anche spingendo, e ottenendo, la riconferma di Marco Reguzzoni come capogruppo alla Camera. Adesso il peso del Seanatùr si fa sentire anche all'interno del partito. Le parole che riserva a Roberto Maroni non sono certo tenere: "Non è soddisfatto per la riconferma di Reguzzoni? Peggio per lui", ha tagliato corto con i cronisti, lasciando Montecitorio. "Non è contento? - ha aggiunto -. Chiedetelo a lui?". "Dove sto io non si litiga" - Umberto Bossi delimita il territorio. Forse non ha gradito gli entusiasmi suscitati dal ministro dell'Intero a Pontida, una giornata che era parsa quasi un'incoronazione per Maroni, invocato dalla base verde come nuovo leader del partito. Così Bossi sente la necessità di spiegare: "E' la base che tiene sotto controllo la situazione nella Lega. Non Maroni". Infine un ultimo riferimento alla riunione di mercoledì sera che ha portato alla riconferma di Reguzzoni. Ci sono stete liti tra i deputati?, chiedevano i cronisti. Il Senatùr nega: "E' andata benissimo. Non ci sono liti dove ci sono io".