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Siria, arriva la condanna Onu Frattini: "Passo importante"

Dopo circa tre mesi di stallo, parla il Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite a Damasco: " Cessare l'uso della forza contri i civili"

Costanza Signorelli
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E' una dichiarazione presidenziale, pertanto più debole di una rispoluzione e non vincolante ma è anche la prima volta, dopo oltre tre mesi di stallo e silenzio, che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato le "estese violazioni dei diritti umani e l'uso della forza contro i civili" messo in atto dal governo siriano. Dopo mesi di discussioni, si tratta della prima dichiarazione di condanna espressa dai 15 membri dell'organismo, a seguito delle rivolte scoppiate in Siria a metà marzo e della repressione ordinata dal presidente Bashar Assad sui manifestanti antigovernativi. La negoziazione - A spingere il Consiglio a iniziare le negoziazioni su un documento congiunto, è stato l'intenso attacco militare lanciato nel weekend dal governo di Damasco che ha inviato soldati e carri armati nella città di Hama, uccidendo decine di civili. Una dichiarazione presidenziale ha bisogno dell'approvazione di tutti i 15 membri del Consiglio. Il Libano, vicino e stretto alleato della Siria, non ha bloccato l'adozione del provvedimento, ma ha invocato una procedura utilizzata per l'ultima volta 35 anni fa, e si è dissociato dal testo. Le condanne non vincolanti - Il documento esprime "profondo rammarico per la morte di diverse centinaia di persone" e per "la mancanza di progressi" da parte delle autorità siriane per portare avanti riforme e  chiede inoltre al governo di Damasco di mantenere le sue promesse. I diplomatici riferiscono che una delle questioni chiave è stata il modo in cui trattare le violenze contro civili disarmati e gli attacchi alle forze di sicurezza. Secondo Europa e Stati Uniti non ci sarebbe dovuta essere una equiparazione perché i civili non possono essere condannati per essersi difesi. La dichiarazione "condanna le ampie violazioni dei diritti umani e l'uso della forza" e chiede alle autorità di Damasco "di alleviare la situazione umanitaria nelle aree di crisi cessando l'uso della forza contro le città colpite, per permettere un accesso rapido e senza ostacoli alle agenzie umanitarie internazionali" e "di cooperare pienamente con l'Ufficio dell'Alto commissariato per i diritti umani". La Farnesina - Arriva in giornata anche il commento del ministro degli Esteri, Franco Frattini, sul documento di condanna della repressione in Siria, approvato mercoledì sera dal consiglio di sicurezza dell'Onu. "È un passo importante, che mostra come stia crescendo la coesione della comunità internazionale nel chiedere a voce alta la fine delle repressioni violente contro i civili in Siria".Ci auguriamo - ha aggiunto - che questo messaggio venga recepito positivamente e immediatamente dalle autorità di Damasco per la cessazione immediata delle violenze e che le autorità siriane diano corso concreto a riforme che rispondano alle legittime aspettative della popolazione".

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