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Luca e bebè senza casco Montezemolo italiano medio

Il presidente Ferrari (e futuro politico?) a Cortina con moglie e figlioletto in vespa: un po' impunito ma moltro strapaesano

Giulio Bucchi
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Ma allora fa sul serio, scocca davvero l'ora decisiva. Beninteso: la lunghissima marcia di Luca Cordero di Montezemolo, sino a ieri, aveva attirato ironie infondate e scioccarelle, come la vulgata secondo la quale avrebbe preannunciato un nuovo partito migliaia di volte: il che non è vero, sono solo poche centinaia. Se ne parlava quando il manager compì i cinquant'anni, e ora ne ha 64, ma non significa: ha detto, ora, che entro un anno e mezzo - cioè un nanosecondo, secondo i suoi parametri - potrebbe succedere qualcosa, «potrebbe esserci una politica nuova».  E magari giovane. Ma non è questa la ragione per cui tutti hanno capito, ora, quanto faccia sul serio; e non è neppure per l'ormai capillare distribuzione delle succursali di Italia Futura, incombenti come potevano sembrarlo i club azzurri di Angelo Codignoni (ci perdoni Andrea Romano) nel 1994, alba di Forza Italia. Neppure la tournée   nazional-popolare di Montezemolo nell'ultimo periodo (Capri, Cortina, Formentera, forse Montecarlo) aveva fatto credere che  stavolta ci fossimo davvero, e tantomeno la discesa in campo di testimonial e fiancheggiatori di largo successo come Sergio Marchionne e - si dice - Diego Della Valle, visti alla stregua di quanto fecero Iva Zanicchi e Raimondo Vianello per sorreggere il Cavaliere. L'immagine decisiva, infatti,  è indubbiamente quella immortalata dal fotografo Umberto Pizzi e pubblicata ieri da Dagospia: si vede lui, anzi loro, che montano in Vespa in tre; c'è lui, appunto, c'è la moglie e c'è - unico senza casco - il figlioletto di un anno, poveretto. Stanno circolando per Cortina, indisturbati - perlomeno dai vigili urbani, e dalla legge - e fatte le debite proporzioni, tenendo conto che la scena appartiene alla nordica Cortina, è   come se a Napoli, su una Vespa, li avessero beccati in nove. Ma il punto chiave è, finalmente, la ritrovata e forse studiata sintonia di Montezemolo con l'italiano medio. L'espressione disinvolta e impunita della carovana-Piaggio (guardare foto, please) è quanto di più strapaesano si osasse anche solo sperare, e vale perlomeno quanto la celebre invocazione di Berlusconi secondo la quale non pagare le tasse, talvolta, è quasi giusto. Un'assurda legge e assurdi codici, allo stesso tempo, vorrebbero impedire che una classica famiglia media - i Montezemolo - possano arrangiarsi come possono per trasportarsi da una parte all'altra in assenza evidente di altri mezzi, forse anche economici: perciò l'unica è fare il trio sul sellone, come farebbe qualsiasi di noi: eternamente in bilico, come siamo noi tutti, tra la Vespa, la Ferrari e l'elicottero. di Filippo Facci

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