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Spauracchio class action Trenitalia paga i disservizi

Il giudice ha dato ragione ad una donna che denunciava ritardi e treni sporchi. E ora è paura per una causa dei pendolari

Carlotta Addante
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Trenitalia comincia a tremare dopo che un giudice di pace ha dato ragione ad una donna che denunciava ritardi e condizioni di viaggio "gravemente umilianti" sulla tratta San Zenone al Lambro-Milano Rogoredo. E ora le Ferrovie dello Stato sono state condannate a restituire i soldi per il periodo incriminato (un anno, pari a 500 euro) e ad un risarcimento per danni morali. Lo scenario dipinto dalla donna - quello dove regnano le soppressioni, la sporcizia e il sovraffollamento dei convogli - accomuna purtroppo molti pendolari. Che non stanno certo con le mani in mano e si stanno organizzando in comitati che studiano la materia e, aiutati da avvocati specializzati, chiedono il rispetto dei lori diritti. Class action - La probabilità che altri viaggiatori organizzino un'azione di classe per ottenere il risarcimento ai danni subiti è quindi molto alta come alta è la possibilità che Trenitalia debba pagare per i suoi disservizi. L'articolo 36 del Codice del consumo, infatti, citato dall'avvocato difensore della donna che ha poi ottenuto il risarcimento, sancisce la "nullità delle clausole contrattuali di cui venga accertata la vessatorietà in tema di contratti conclusi tra il professionista e il singolo utente persona fisica e ciò a tutela del consumatore". Rincari - Lo stesso giudice di pace Roberta Rosabianca Succi, che ha dato ragione alla viaggiatrice insoddisfatta, ha scritto: "Deve escludersi che l'obbligo di Trenitalia si esaurisca nel trasporto dell'utente a destinazione, a prescindere dalle modalità esecutive di tale trasporto". Trenitalia è quindi avvisata anche perchè i pendolari lombardi hanno già dovuto far fronte, tra febbraio e agosto, ad un rincaro complessivo del prezzo dei biglietti del 20%. E intanto la Regione si dice in prima fila nella battaglia contro i tagli.

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