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Cgil e Vendola uniti nella follia: "Consulta contro la manovra"

Il sindacato e Nichi presenteranno ricorso alla Corte Costituzionale contro l'articolo 8 del pacchetto anti-crisi. Camusso in guerra

Andrea Tempestini
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Sulle pagine di Libero lo avevamo detto: la Cgil cerca di fare dell'Italia una nuova Grecia. E per realizzare il piano distruttivo il sindacato rosso non molla la presa: gli attacchi all'esecutivo sono quotidiani. L'obiettivo è intralciare la manovra, la speranza è quella di affossarla. Una scelta folle, suicida, nei giorni in cui la mannaia delle agenzie di rating continua ad abbattersi sull'Europa (l'ultimo atto il declassamento delle banche francesi), le Borse continuano a vivere giornate drammatiche mentre la tensione sui titoli di Stato rimane alle stelle. Il sindacato vuole bloccare il Paese tra mobilitazioni, manifestazioni e scioperi generali, ma aggiunge un nuovo tassello all'offensiva kamikaze: come Nichi Vendola, la Cgil vuole rivolgersi alla Corte Costituzionale per cancellare le misure contenute nel pacchetto anti-crisi sul quale oggi, mercoledì, è stata votata la fiducia alla Camera. Contro Marchionne - Nel mirino dei compagni ci finisce ovviamente anche il 'padrone', l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, reo di aver ringraziato il governo per l'articolo 8 della manovra. Susanna Camusso, segretaria della Cgil, ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale contro quella che viene semplicisticamente bollata come "libertà di licenziare". La Camusso tuona: "Ho sentito un amministratore delegato ringraziare il governo per questa norma. Dico al governo che si fa ringraziare da uno che l'unica cosa che ha fatto è chiudere due stabilimenti -  il riferimento, snocciolato al presidio del sindacato al Pantheon di Roma, è Termini Imerese e Irisbus -. Un governo che ha cuore il Paese - ha proseguito Camusso - deve domandare a quell'azienda come garantisce produzione e occupazione". Quindi Vendola, accodandosi alle parole della segretaria, ha fatto sapere di volersi rivolgere alla Corte Costituzionale per vedere eliminati quelli che definisce "aspetti di dubbia costituzionalità" della legge che ha come obiettivo quello di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. "Ogni giorno in piazza" - Quindi ancora la Camusso, che dopo il fallimento sciopero generale del 6 settembre, annuncia: "La partita non è finita e non finisce, nessuno si illuda. La Cgil non si rassegna e sarà ogni giorno nei territori e nei prossimi mesi in piazza. La nostra mobilitazione continuerà, il Paese può farcela, può avere una manovra diversa. E - ha proseguito -, lo dico con franchezza, un governo diverso perché noi teniamo al nostro futuro". Secondo la Camusso, inoltre, il pacchetto anti-crisi ha effetti "insostenibili" per l'Italia e "un carattere depressivo".

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