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Novi Ligure, fidanzata di Omar L'incontro in chat, ora un figlio

L'autore del delitto insieme a Erika, si è rifatto una vita. Debora: "E' buono di cuore. Ma io non sapevo chi fosse"

Costanza Signorelli
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Sono passati 10 anni da quel tragico delitto, quando i due allora fidanzatini Omar Favaro e Erika De Nardo uccisero a coltellate la madre e il fratellino della ragazza nella casa di Novi Ligure. "Omar è un'altra persona, è dolcissimo e buono di cuore". A parlare è la sua attuale fidanzata Debora Barbarito, a Domenica Cinque. Perchè il ragazzo si è ricostruito una vita tanto che Debora parla già di una famiglia insieme. "Non chiedo alla gente di essere più morbida, di dimenticare - dice la ragazza - ma di darci una possibilità per un futuro migliore e una vita normale". Debora sente forte il "pregiudizio" della gente che non perdona: "Per un periodo mi sono sentita perseguitata, non potevo andare a fare la spesa che poi uscivano le foto. Ci siamo trasferiti perché la gente non ci dà la possibilità di creare una vita nuova". Una figlia da Omar - Un futuro migliore che per Debora coincide con la possibilità di avere un figlio dal suo attuale compagno: "Vorrei una figlia da Omar perché è una bella persona e sono disposta ad affrontare quello che ci riserverà il futuro. Chi parla con lui senza il pregiudizio di pensare a quello che ha fatto, crede che io sia la cattiva e lui il bravo ragazzo". "Non sapevo chi fosse"- La ragazza racconta il loro primo incontro: "Ci siamo conosciuti in chat. Mi piaceva il suo modo di essere e volevo approfondire la sua conoscenza, così ho deciso di incontrarlo. Io uscivo da un matrimonio e non volevo legarmi". Ma Debora non sapeva: "Quando l'ho conosciuto non conoscevo il passato di Omar, l'ho scoperto dopo, guardando su internet, e ho provato un morso forte al cuore; non credevo che lui avesse potuto fare una cosa del genere. Era gentile, non alzava mai la voce". Il senso di colpa - "Mi ha raccontato di quella sera piangendo - ha spiegato Debora - e mi ha chiesto di non tirare più fuori l'argomento perché si sente ancora in colpa". Io "non voglio giustificare Omar", ha continuato Debora, ma "lo valuto come persona per quello che è oggi, non per quello che ha fatto dieci anni fa". "E' un gran lavoratore" e "non mi ha fatto mai mancare nessuna attenzione". "Ci sono tanti pregiudizi - ha aggiunto - e li comprendo, ma sono passati dieci anni e sono gli anni in cui cresci e maturi".

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