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Sesso, orge e contatti mafiosi: bufera su Gustavo re di Svezia

Prima il libro che rivela gli scandali sessuali su Gustavo XVI, poi le intercettazione che confermano. E si parla di abdicazione

Costanza Signorelli
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Un vicenda grottesca che parla di orge, ricatti, mafia  e corruzion. E' la bufera che sta colpendo il re di Svezia , Carlo XVI Gustavo, e sta facendo vacillare la monarchia svedese. Prima la pubblicazione - nel novembre 2010 - del libro "Den motvillige monarken" (il monarca recalcitante) in cui si svelano episodi scottanti e molto compromettenti: incontri in sexy club con govani donne da parte del monarca ma anche contatti e frequentazioni pericolose dello stesso con elementi mafiosi. Poi sono iniziate a spuntare anche preoccupanti intercettazioni. Il giornale Expressen è in possesso di registrazioni telefoniche in cui un amico del re, Anders Letterstrom, promette al braccio destro del boss mafioso serbo, Daniel Webb, di mettersi in contatto con il re per informarlo che i suoi amici stanno conducendo trattative con l'ex proprietario del sexy club per convincerlo a smentire le dichiarazioni rilasciate nel libro, secondo le quali egli sarebbe in possesso di foto che mostrano il re in compagnia di donne nude, e consegnare loro le prove. E' per questo e per molto altro che ieri, venerdì 9 dicembre, il presidente della Corte Costituzionale, Peter Eriksson, ha imposto un'indagini sulle voci che orami stranno divampando incontrollate sulla partecipazione del re ad orge sessuali e sulla vicenda del presunto riscatto per distrugegre le prove. Carlo XVI per parte sua ha già smentito tutte le voci che hanno inizato a circolare subito sopo la pubblicazione del libro ma questo non è stato ovviamente sufficiente a placare le indiscrezioni anzi, lo scandalo ha continuato a montare sempre più anche in relazione al sopraggiungere di nuovi ulteriori elementi.Non si sa come andrà a finire la vicenda. Fatto certo che in Svezia comincia a consolidarsi l'idea che il re debba abdicare. Come il presidente del partito repubblicano sbedese, l'avvocato Peter Altin secondo cui il sovrano può essere costretto ad abdicares e si dovesse constatare che egli ha mentito all'opinione pubblica perché, in tal caso, verrebbe a mancare la fiducia tra politici, popolazione e casa regnante.

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