Rai Ultimo capolavoro della televisione di Stato Sottovaluta Fiorello: pure il suo show va in rosso

Andrea Tempestini

La Rai archivia un nuovo, notevole, precedente. La trasmissione di punta dell'intera programmazione del 2011, lo show di Fiorello, Ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, pare essere riuscito a chiudere in perdita. La voce rimbalza tra le stanze di Saxa Rubra e nessuno si è affannato a smentirla. Nel dettaglio, la trasmissione di Fiorello, che ha raggiunto picchi vertiginosi di share (anche il 50%), a fronte dei costi di realizzazione (12 milioni di euro) avrebbe incassato dagli intervalli pubblicitarii poco più di 8 milioni di euro. Un passivo, semplice il calcolo, pari a 4 milioni. Fiorello sottovalutato - Secondo quanto si è appreso, la Sipra - la concessionaria pubblicitaria di Viale Mazzini - avrebbe 'sottovalutato' Fiorello, vendendo gli spazi per gli spot ad un costo minore rispetto a quello che sarebbe poi stato il valore reale della trasmissione determinato dai super ascolti. La prodezza in precedenza era già stata realizzata con Vieni via con me, lo show della premiata ditta Fabio Fazio-Roberto Saviano. Alla luce di queste considerazioni tutto torna, anche il fatto che Viale Mazzini, tra il 2006 e il 2010, ha perso quasi 260 milioni malgrado i forti tagli ai costi (per inciso il budget Rai, come riporta un articolo di Repubblica, in cinque anni è sceso da 205 a 167 milioni). Per quel che concerne il 2011, assicura il dg Lorenza Lei, il bilancio chiuderà in pareggio grazie a una nuova sforbiciata da 168 milioni che comprende la chiusura di diverse sedi estere e colpi di frobice alle spese per i diritti sportivi (rischia anche una trasmissione storica come 90esimo minuto). Conti in rosso - La Rai, come detto, ha chiuso gli ultimi cinque anni con un bilancio in rosso: nel 2010 il passivo record da 98 milioni. I tagli ai costi, insomma, non sono bastati al carrozzone pubblico che ci impone anche il canone a compensare la frenata nella raccolta pubblicitaria. Viale Mazzini, questa la sostanza, inizia a cedere anche sul fronte patrimoniale: fino a pochi anni fa infatti la televisione pubblica non aveva alcun debito, mentre oggi tra clienti e dipendenti ha debiti per una cifra che si avvicina agli 800 milioni, e per garantire l'operatività del business è stata costratta a chiedere alle banche un prestito di 200 milioni di euro. Ed è in questo contesto che è arrivato anche il nuovo balzello sul canone, aumentato dell'1,4% a 112: un ritocco che assicurerà alle poco virtuose casse della tv di Stato maggiori entrate per 20 milioni di euro.