Spende cinquantamila dollari per far clonare il suo cane

Matteo Legnani

Cinquantamila dollari, circa quarantamila euro, per riavere in casa il proprio amato cagnolino. Non si tratta del riscatto per un rapimento 'a quattro zampè, bensì della spesa sostenuta dalla newyorkese Danielle Tarantola per clonare Trouble, il suo yorkshire morto tre anni fa ma rimasto nel suo cuore tanto da spingerla a contattare una società specializzata in Corea del Sud. Danielle, una ex broker di Wall Street la cui storia è rimbalzata sulla stampa anglosassone, è venuta a conoscenza della possibilità di clonare Trouble quando il cagnolino era ancora in vita. «Ho pensato che sarebbe stato carino vedere lui e il suo 'sosià interagire. Poi ho lasciato perdere. Ma quando Trouble se n'è andato, ci ho ripensato e ho deciso di informarmi». Detto fatto: la donna ha contattato la compagnia specializzata in clonazione animale e ha inviato un campione di Dna raccolto dal veterinario di Trouble prima che morisse. Qualche tempo dopo ha ricevuto la comunicazione ufficiale che la fattrice selezionata per la gravidanza, nella quale era stato impiantato l'embrione creato dal Dna del cane, era rimasta incinta. Ha poi assistito al parto in diretta via webcam e dopo due mesi di allattamento ha ricevuto il suo nuovo cucciolo. Che ha chiamato, senza troppa fantasia, Double Trouble.