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Costa, il capo va a march Nba. I naufraghi chiedono più soldi

Il miliardario, sparito dopo il naufragio del Concordia, rispunta alla gara degli Heat. Chiesti danni per 460 milioni di dollari

Nicoletta Orlandi Posti
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Era praticamente sparito dopo l'affondamento della Concordia. Nessuno lo aveva più visto. Lo si immaginava chiuso a casa per il dolore. Invece no. Il presidente e amministratore delegato del colosso delle crociere Carnival, partener di Costa, Micky Arison è stato visto a Miami alla partita Nba vinta dagli Heat, la squadra di campionissimi di cui è proprietario, contro i New York Knicks. La prima apparizione in pubblico del 62enne miliardario  ovviamente ha sollevato numerose critiche negli Usa: quello che gli si rimprovera è di non essere andato in Italia a seguire personalmente le operazioni di salvataggio. Lui comunque non sembra essersela presa più di tanto: è apparso calmo e a tratti allegro mentre sedeva al suo posto a ridosso del campo nella American Airlines Arena, dietro a un tavolo della stampa. Giacca sportiva e camicia aperta, il numero uno della Carnival ha scambiato poche parole con i suoi vicini e ha lasciato l'impianto appena terminata la gara. I media americani hanno rimproverato a Arison di essere praticamente sparito dopo l'affondamento della Concordia, limitandosi a un messaggio di condoglianze per le vittime e di assicurazione che passeggeri e membri dell'equipaggio avrebbero ricevuto piena assistenza. Richieste di danni milionarie - Intanto una richiesta di risarcimento per 460 milioni di dollari è stata presentata al tribunale di Miami da un  gruppo di sei passeggeri della Concordia sopravvissuti al naufragio al  Giglio. "Non c'è nessuno che sia uscito illeso da quella nave, che abbiano o no riportato danni fisici, l'ansia, lo stress che hanno vissuto accompagnarà li accompagnerà per sempre" ha dichiarato, si   legge sul Miami Herald, Marc Bern, l'avvocato di questi passeggeri. La causa è stata intentata in Florida dove ha la sua sede principale la   Carnival, il gruppo americano proprietario di Costa Crociere. Bern, un avvocato di New York, ha spiegato che rappresenta   "centinaia" di passeggeri e che, insieme ad un altro studio   newyorkese, si starebbe orientando per una serie di cause multiple   invece che un'unica class-action. Quella di Miami non è la prima   causa presentata negli Stati Uniti per la vicenda della Concordia:   giovedì Gary Lobaton, un membro dell'equipaggio peruviano, ha presentato una richiesta di risarcimento di almeno 100 milioni di dollari ad un tribunale di Chicago.  

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