Il libro

"Le controvacanze": il viaggio più bello? Alle Maldive con la suocera

Andrea Tempestini

Sarà in libreria nei prossimi giorni Le Controvacanze. Guida semiseria per turisti ostinati (Edizioni Ultra, pp. 192, euro 14) di Laura Zambelli Del Rocino, collaboratrice di Libero. Pubblichiamo, per gentile concessione, alcuni estratti dal primo capitolo dedicato alle Maldive. Nel libro, Laura offre una divertentissima panoramica su vari luoghi di vacanze, fornendo anche preziosi consigli. (© 2014 Lit edizioni Srl) Quante parole son state spese per descrivere quel paradiso caduto nell’ Oceano Indiano, quel frammento di Eden sbriciolato nel mare turchese, quell’assaggio di eternità offerto su un atollo d'argento a chi non sentendosi eterno desidera toccare con mano ancora viva il futuro premio per una vita spesa bene. E se il paradiso può attendere, nel dubbio che ci possa rifiutare organizziamoci intanto qui in terra: con un tocco di fantasia e una scelta assennata sarà la nostra vacanza a trasformarsi in un paradiso terrestre. La buona riuscita dell’agognato periodo di stacco dall’ordinario non dipende necessariamente dalla meta ma da un insieme di fattori che ci permettono di partire col piede giusto per non ritornare più stressati di prima. Nel caso delle Maldive è riduttivo l’approccio snob di partire schifati per una destinazione ormai di massa insieme a un esercito di vacanzieri che pensano di raggiungere, tutti insieme appassionatamente, il beato isolamento di atolli incontaminati. È oltremodo riduttivo andarci per abbronzarsi in estate e soprattutto d’inverno: da quando esistono le Lampados l’abbronzatura ha perso il suo fascino, così come il matrimonio da che esiste il divorzio. È anche riduttivo andarci per il corsino da sub-normale, quello che in tre giorni ti concede un brevetto e l’illusione di sentirti un subacqueo navigato. E soprattutto è banale andarci romanticamente in coppia, ma questo ormai lo sanno anche i pesci: se un isolotto venti per trenta rilassa un gruppo di amici, figuriamoci in che stato riduce una coppia. Infatti ci vanno le coppie già annoiate che più di così non possono. E se proprio non possiamo fare a meno di andare a curiosare nell’anticamera del paradiso, facciamolo almeno come dio comanda. Il più bel viaggio alle Maldive? Con la suocera. La soluzione per neutralizzare lei e goderti la vacanza tu. Una suocera in viaggio già al check-in entra in stand-by, lusingata di viaggiare con la nuora accantona entusiasta il suo ruolo per lasciarti fare tutto ciò che vuoi, e le attività si sprecano qui sull’isolotto, checché se ne dica. Potrai leggere per notti intere senza il ritornello «e spegni quella luce!», dormire di pomeriggio senza la solfa «ma allora non vieni in spiaggia?», bere e fumare senza che nessuno ti sbirci nel pacchetto per controllare se dici le bugie, trascorrere le ore al bar con i tuoi amici veri e virtuali grazie a una connessione wi-fi più potente di quella di casa, coi piedi sul muretto e la birra gelata mentre tutti si affannano con creme, oli e stick grondando sotto un sole impietoso. Quando poi la suocera, conversando col direttore del resort si sente dire che «di coppie qui ne abbiamo viste di tutti i colori, ma suocera-nuora mai, complimenti!», ti accompagna anche alla boutique per ricoprirti di regali, più felice e grata di un compagno innamorato. Ti accorgi a un tratto di volerle così bene, e non sarai certo tu a rincorrerla con medicine e raccomandazioni, anche lei ha diritto alla sua fetta di paradiso. Penso che persino nell’immaginario collettivo l'arcipelago abbia smesso da un pezzo di essere un paradiso naturale, denominazione che decade nel momento in cui atterra il primo volo turistico. E non bastano certo una spiaggia, un reef e un po’ di sole per conquistarsi l’appellativo di paradiso naturale. Tutto qui è contronatura, dall’aria condizionata all'acqua corrente calda, dalla cucina attrezzata alla spianata di cemento del molo e così via. Se consideriamo l’ubicazione delle isole, così lontane dalla capitale, a sua volta lontana dalla civiltà industriale, e che in mezzo a un oceano i resort ospitano esseri umani in condizioni confortevoli e non di colonia penale, si può tranquillamente affermare che le Maldive sono tra i luoghi più artificialmente e meravigliosamente civilizzati al mondo. Poco importa se il reef intorno all’isola è stato tranciato insieme a tutto il suo concatenato equilibrio per aprire un corridoio alle barche. È per noi turisti. Poco importa dello sconvolgimento terra-mare intorno all'isolotto per la costruzione di villette più confortevoli che in Brianza. È per noi turisti. Poco importa dell'inquinamento provocato da barche, aerei, idrovolanti e sci nautico. Altrimenti i turisti chi li vedrebbe? E gli alternativi che vanno alla ricerca dell’isolotto più semplice, quello con le pale anziché i condizionatori, con la sabbia nel ristorante oltre che nei vialetti, dove arrivi solo con cinque ore di dhoni perché l’idrovolante inquina, quelli, proprio quelli qui non ci dovrebbero proprio metter piede, se ne andassero a fare campeggio libero nella savana, a strettissimo contatto con la natura incontaminata tra le belve e i serpenti, perché se qui ci piazzano pure l'utilissima camera iperbarica con gli aerei per il recupero dei sub-normali embolizzati dopo il corsino dei tre giorni, non si possono certo condannare quattro bungalow su palafitta con la jacuzzi e il pavimento trasparente per spiare i pesci anche di notte. Non solo, alle Maldive dovrebbe esserci l’isolotto con la pista di pattinaggio sul ghiaccio, quello con il cine-multisala, l’isolotto con Zara e Victoria’s Secret, tutti raggiungibili coi Cigarette che saltano da un’onda all'altra, anzi direttamente da un’isola all’altra. Solo così le Maldive si salveranno dalla mediocrità, dalla banale via di mezzo tra natura e civiltà. A distruggerle basta e avanza la natura. A cominciare da un bel maremoto. Quanto alla decantata pace da isolamento, non esiste luogo più vivacemente affollato. E per fortuna. L’isolotto è uno sputo, il perimetro si misura in metri e i suoi cento abitanti, gira e rigira, te li ritrovi sempre tra i piedi, tra le pinne in barca, tra i tavoli del buffet, tra le mute risciacquate tutte insieme nella stessa vasca, un’acquasantiera dove gli umori corporali si mescolano come l’acqua e il vino, l’incenso e l’aria, a ricordarti che sei nell’anticamera del paradiso. di Laura Zambelli Del Rocino