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Nunzia De Girolamo, le donne sono troppo indifese: "Bene la pistola al peperoncino"

17 Ottobre 2018

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Nunzia De Girolamo, le donne sono troppo indifese: "Bene la pistola al peperoncino"

La sicurezza sul lavoro è sacrosanta, sempre. In ogni contesto e per ogni tipo di lavoro. Questa settimana, Piazza del Popolo, la nostra e la vostra piazza, ha dato voce a Titti, un giovane medico della provincia di Salerno. Titti, ci ha rappresentato il problema della sicurezza dei medici di Continuitá Assistenziale. Ne abbiamo parlato domenica a Non è l' Arena su La7. La protagonista del programma di Massimo Giletti è stata la dottoressa Serafina Strano.

Una donna coraggiosa e combattiva, che la notte tra il 18 e il 19 settembre del 2017, è stata violentata nella guardia medica di Trecastagni in provincia di Catania durante il suo turno di guardia. La dottoressa ha raccontato che le misure di sicurezza che aveva a disposizione presso la struttura si erano rivelate inutili a proteggerla, perché facilmente disattivabili dall' interno. Ed infatti il suo paziente-aggressore, quella notte, aveva immediatamente disattivato tutti gli sos disponibili.
Riuscendo così a trasformare una notte di lavoro in un vero incubo durato più di due ore.
Dopo il mio annuncio su Instagram, Titti mi ha scritto, a nome di tanti giovani medici che continuano a lottare sui luoghi di lavoro, affinché la sicurezza sia prioritaria.

ACCORDO COLLETTIVO
Nel nostro Paese il tema sicurezza nelle guardie mediche è stabilito con accordo collettivo nazionale, ma essendoci un sistema sanitario regionale, ogni Regione recepisce l' accordo collettivo nazionale e ne fa una variazione chiamata Accordo integrativo regionale (Air).

Ebbene grazie a Titti ho scoperto che in realtà solo 5 Regioni specificano quali sono i presidi di sicurezza che devono essere presenti in CA. Le porte blindate che possono essere una trappola al contrario, perché una volta chiusa resti in balìa del tuo aggressore. Le telecamere a circuito chiuso: sono utili semmai in un secondo momento per la documentazione dell' aggressione.

Il braccialetto con pulsante sos o il telefono con pulsante sos collegato con le forze dell' ordine. Entrambi inadeguati perché collegati tramite linea fissa e non tramite Gps. Se l' aggressore stacca i fili del telefono - come nel caso della dottoressa Strano - l' sos diventa inutilizzabile.

Con rammarico, ci si accorge, che non vi è reale tutela per gli angeli della notte. Non solo questo: siamo di fronte ad una sicurezza difforme da Nord a Sud. Se un medico lavora in Veneto sarà, forse, più sicuro di quello che lavora in Campania. Avere presidi funzionanti aiuterebbe i medici ad essere più sicuri, soprattutto di notte, quando entrano nelle nostre case o quando aprono la porta a gente sconosciuta. Immagino la sensazione, nel cuore della notte, di sentirsi chiudere la porta dietro le spalle in posti che non si conoscono o in quelle guardie mediche, a volte fatiscenti ed isolate, come quella in cui lavorava da anni la dottoressa Strano.

Sarebbe opportuno immaginare, sistemi di sicurezza uniformi e certi in tutta Italia. Ci saremmo aspettati dalla ministra Giulia Grillo, che fra l' altro è un medico, parole rassicuranti. Invece la ministra, intervenendo telefonicamente durante il dibattito televisivo, ha parlato solo del suo disegno di legge sulle aggravanti per i reati contro gli operatori sanitari.

LEGITTIMO TUTELARSI
Noi donne però, caro ministro, vorremmo non essere violentate mentre lavoriamo. Va bene l' aggravante, ma costituisce una tutela che si applica solo dopo la violenza e certamente non è un deterrente in un Paese in cui i processi durano troppo tempo e la pena non è certa. Ci resta una speranza: la legittima difesa cara al ministro Salvini. Siamo in attesa per le aggressioni in casa nostra.
Ma abbiamo bisogno di una formula che ci tuteli anche sul luogo di lavoro, soprattutto nelle fasce notturne. La sicurezza è sempre legittima, ma sui luoghi di lavoro è sacrosanta. Questo non vuol dire dotare di armi i medici. Prevedere, però, ad esempio la presenza fissa di personale addetto alla sicurezza, in quelli che sono veri e propri presidi sanitari, è fondamentale. Sulla sanità e sulla sicurezza non si può risparmiare, né tantomeno rinviare. Mai.
Intanto io ho acquistato la mia pistola al peperoncino e nel mio piccolo mi sento un po' più sicura...

di Nunzia De Girolamo

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