Zona Portello

Milano, degrado e bivacchi nel parchetto di via Traiano. I residenti chiedono la cancellata, il Pd: "Pagatevela voi"

Miriam Romano

I cittadini si lamentano da mesi per il degrado dei giardini di via Traiano, in zona Portello. Rifiuti abbandonati ogni giorno, parco giochi occupato da senzatetto in cerca di riparo per la notte e area cani destinate a tutto tranne che al passatempo dei quattro zampe. Insomma, i residenti della zona sono privati dei giardini in questione da tempo. Sono partite segnalazioni al Comune di Milano e varie segnalazioni per tentare di sistemare l'area e restituire il parchetto ai cittadini. Gli abitanti del quartiere hanno bussato alla porta anche del Municipio 8, governato dal centrosinistra, per trovare una soluzione.

La richiesta formulata dai residenti è quella di installare una recinzione dei giardini, con la chiusura negli orari notturni, per evitare che sbandati e stranieri si approprino dell'area. La risposta del Municipio 8 è arrivata, ma in tanti sono rimasti sorpresi. Il parlamentino di zona, infatti, si espresso a favore della recinzione dei giardini. Per attuare la chiusura del parco, però, la delibera del consiglio di zona rimanda la palla ai cittadini, chiedendo al Comune di recintare il parco, ricorrendo però «allo strumento del Crowdfunding civico». Il che significa che per realizzare il recinto e regolamentare l'apertura del giardino in base agli orari, verrà richiesto ai cittadini di mettere mano al portafogli, anche se la spesa per costruire una recinzione non è certo in gra do di scassare i conti del parlamentino di zona. «Il problema dell'area verde di via Traiano/Arnaboldi, ormai, si trascina da mesi» attacca Riccardo De Corato, consigliere di Fratelli d'Italia ed ex vicesindaco. «Sabato 5 giugno ha avuto luogo un flash mob organizzato da FdI per porre attenzione sul problema: non è possibile che il giardino sia diventato il rifugio di spacciatori e balordi e che nessuno dell'Amministrazione comunale abbia fatto ancora nulla».

Amsa, ogni giorno, interviene per ripulire le bottiglie, il cibo e tutto ciò che viene gettato e abbandonato a terra. I residenti, ormai, hanno perso ogni speranza di frequentare il parco. «Della situazione se n'è accor to persino il Municipio 8, in cui governa la stessa maggioranza di Palazzo Marino» prosegue l'esponente di FdI. «Ma evidentemente, forse per interlocuzioni avvenute precedentemente con il Comune che non hanno dato buon esito, è stato necessario richiedere al sindaco la possibilità di recintare il parco attraverso un crowd funding tra i cittadini, arrivando poi ad una delibera di Municipio. In poche parole: i residenti pagano le tasse per avere servizi e aree verdi curate e manutenute, ma per recintare una proprietà comunale devono attivare una colletta». Il messaggio, in sostanza, è questo: "Il problema esiste, ma i soldi per risolverlo dovete tirarli fuori voi!". Nella delibera del Municipio, inoltre, si invita l'assessore Scavuzzo ad avere più attenzione al problema. «È del tutto evidente» conslude De Corato, «che le telefonate del presidente di Municipio 8 non hanno avuto alcun riscontro al punto da dover portare al voto una delibera. In 5 anni di Sala si è badato più agli annunci che al concreto e quanto accade dalle periferie al centro ne sono la testimonianza».

Di recente i residenti della zona adiacente ai giardini di via Conca del Naviglio hanno chiesto la recinzione del parco in questione. Il problema lamentato è lo stesso: degrado, balordi e sporcizia. Le risposte da parte dell'amministrazione nulle. Per questo i cittadini della Darsena hanno avviato una petizione (con più di mille firme già raggiunte) per chiedere a Palazzo Marino di recintare le aree verdi