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Moda

Da Prada a Westwood: rispunta il corsetto usato come cintura

30 Agosto 2016

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Da Prada a Westwood: rispunta il corsetto usato come cintura

Negli anni Sessanta le femministe lo bruciarono insieme con i reggiseni. Per loro il corsetto era simbolo di fragilità e sottomissione. I primi busti comparvero nel XVI secolo ed erano in metallo con una lunga punta sul davanti, chiusi sulla schiena con una chiave. Uno di questi è conservato a Parigi al Musée de Cluny. Arrivarono in Italia insieme alla moda spagnola, dopo le conquiste di Carlo V, che cambiò radicalmente il costume rinascimentale, creando una figura femminile piuttosto rigida. Per quanto erano dolorosi, i busti in ferro sparirono molto presto, per fortuna, sostituiti da stecche di balena o di vimini, infilate direttamente in un corsetto di tessuto, o nel busto stesso dell' abito.

Il compito essenziale dei corsetti era quello di regalare alla donna una vita sottile, elemento importante nella storia dell' attrazione erotica. Ecco perché in pelle o in tessuto, rossi o neri, non hanno mai smesso di far parte del guardaroba sadomaso. E nella moda, visto che nulla scompare mai del tutto, dopo anni di assenza rispuntano prima da Vivienne Westwood come accessorio dello stile punk e poi da Jean Paul Gaultier, stilista della trasgressione, che già qualche anno fa lo ha sperimentato - insieme con Dolce&Gabbana - per il look della cantante Madonna. E recentemente Westwood ha realizzato una ricca collezione in velluto e in raso stampato: bellissimi. Ora mette d' accordo quasi tutti gli stilisti che lo propongono rivisitato in versione bustier-cintura.

Dopo il timido ingresso di questa estate sia nel guardaroba di lei, sia in quello di lui (il principale sostenitore della moda maschile è Filippo Scuffi per Daks), si prepara a uscire in pompa magna come protagonista indiscusso tra le tendenze del prossimo autunno-inverno. Nel mondo femminile la più grande sostenitrice è Victoria Beckham che lo ha reinventato per abiti al ginocchio in lana check. Da Prada invece lo troviamo in denim bianco messo sulla giacca militare in panno per le prime giornate di freddo.

Moschino lo vuole stile rock in pelle nera. Luisa Beccaria lo mette sui pantaloni larghi o sulla gonna alla Rossella O' Hara. Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, direttori creativi di Fay, lo suggeriscono indossato sopra una camicia di cotone o di jersey.

L' importante è che il corsetto non sia mai troppo largo, perderebbe la sua funzione "modellante", o troppo stretto perché annullerebbe in un attimo il suo fascino originale. William Shakespeare sosteneva: «Più bella è l' apparenza e peggiore è l' inganno». Vale soprattutto per il passato, quando i bustier avevano il compito di snellire il giro vita.

Daniela Mastromattei

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