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Gioielli Van Cleef & Arpels

Coccinelle, zebre e koala nell'arca di Noè

7 Settembre 2016

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Coccinelle, zebre e koala nell'arca di Noè

Un Diluvio di gioielli nel cuore di Parigi. La maison Van Cleef & Arples ha aperto le porte della mostra «L’Arche de Noé», che celebra in chiave biblica i preziosissimi animali simbolo della maison dai lontani anni Dieci. A firmare il concept, il maestro americano della scenografia Robert Wilson, già regista teatrale e drammaturgo, noto a livello internazionale per i suoi innovativi lavori sonori e illuminotecnici. La sala espositiva – situata all’interno dell’Hôtel d’Evreux di Place Vendôme – è stata immaginata proprio come l’interno dell’arca, con delle pareti tecnologiche sulle quali scorrono immagini astratte di un mare in tempesta, e rumori di tuoni e acqua come fosse davvero il momento del Diluvio universale. Magici effetti di luce e ombra con sottofondo musicale per svelare le spille della nuova collezione, da indossare in accoppiata o singole.

Dettagli preziosi

C’è la coppia di elefanti, sintesi della profondità cromatica del lapislazzuli e della malachite, punteggiata dal motivo di diamanti su proboscide, coda e orecchie. Ogni animaletto ha una postura diversa, così da regalare un senso più compiuto al tema della mostra. I koala, ad esempio, sono appesi sul ramo di bambù l’uno in verticale e l’altro all’ingiù, nell’abbaglio di diamanti rotondi e baguette, mentre i conigli sembrano scambiarsi un gesto di intesa con le orecchie in posizioni opposte. Poi ci sono le coccinelle, posate su un rametto in attesa di spiccare il volo; i tucani con il lungo becco in tormaline gialle, granati arancioni e verdi, e spinelli rossi; le zebre in una combinazione grafica dal tratto onirico e le scimmie che giocano con i frutti esotici. Le trentotto coppie, inoltre, sono in qualche modo traghettate da tre creature fantastiche: l’unicorno, la fenice e Pegaso. Il primo è presente nelle collezioni Van Cleef fin dagli anni Quaranta, pescato dalla tradizione medioevale, e oggi è riproposto con la tecnica del Serti Mystérieux, lavorazione emblematica del marchio, brevettata nel 1933 per incastonare le pietre senza che il metallo sia visibile. La fenice, invece, presenta rubini in armonia con madreperla dorata e arabeschi di diamanti, così da creare il piumaggio del leggendario uccello. Il cavallo alato Pegaso, infine, è rappresentato in una posa regale, con rubini su oro rosa e l’accordo di due tonalità di corallo sulle ali. La mostra resterà aperta fino al 26 settembre con accesso libero e da fine novembre ne verrà allestita un’altra all’interno della boutique di Place Vendôme.

 

di Maria Elena Capitanio

@MElenaCapitanio

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