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La cultura della moda

Vestiti firmati su misura

8 Settembre 2016

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Vestiti firmati su misura

Borsa Tod's

O tutto o niente. Il volto odierno della moda si presenta ai nostri occhi come un orizzonte spaccato in due, in cui da una parte c’è il successo inarrestabile dei colossi del low cost e dall’altra il ruolo “culturale” delle grandi griffe. Queste ultime stanno infatti affinando il loro modo di raccontarsi al pubblico, mostrando sempre più il valore delle proprie competenze, dei saperi artigianali, della storia personale e delle caratteristiche di unicità del singolo oggetto prodotto. Se fino a poche stagioni fa era lo stilista alla direzione creativa del marchio a trascinare l’emotività del consumatore, oggi, diversamente, è la capacità narrativa di una collezione o di un determinato capo la pietra angolare del trionfo di una maison.

Il Su Misura di Fendi

Gli esempi non sono pochi e vanno inseriti in un panorama eterogeneo. Possiamo citare Fendi – di proprietà del gruppo del lusso LVMH –, che ha investito in maniera massiccia sulla cultura aziendale, celebrando a Roma, sua città natale, il novantesimo anniversario con una sfilata d’eccezione sulla Fontana di Trevi (grazie alla passerella trasparente montata sull’acqua). Ciò cosa vuol dire? Che si sta cercando non solo di ricollocare il bambino-moda nel grembo-luogo di origine, ma che si sta anche tentando una sterzata alla globalizzazione. I consumatori stanno regredendo? Anzi, è vero il contrario. C’è una sorta di riflessività di ritorno, che stante la crescente accessibilità della moda, spinge il consumatore avveduto (ed economicamente capace) a cercare nell’oggetto acquistato un contenitore di significati. Il valore intrinseco, quindi, cambia anch’esso, diventando tanto più elevato quanto più è in grado di condensare heritage. Sulla base di questo, è nata la filosofia del Su Misura e della personalizzazione di abbigliamento e accessori. Sembrerebbe una contraddizione parlare di tradizioni e storia discorrendo di customizzazione, ma tutto nasce da un concetto di stile e di savoir-faire propri di ogni casa di moda, e per questo inconfondibili. È un po’ come andare da uno chef stellato e farsi cucinare un piatto fuori menu: ci sarà sempre la sua mano dietro alla ricetta, a guidarne il sapore e il risultato finale. Tornando a Fendi, ecco allora che nella boutique di Roma in largo Goldoni è possibile accedere al servizio Fur Made-to-Order, che permette di dialogare con i cinque maestri artigiani dell’atelier, coinvolti tutto l’anno solo ed esclusivamente nella realizzazione degli ordini speciali delle pellicce. A parte il fascino del laboratorio, visibile attraverso le vetrate, l’acquisto diventa per il cliente un’esperienza di shopping ad alto tasso di coinvolgimento emozionale, in cui si seguono tutti gli step di creazione del manufatto.

Gucci e il Do It Yourself

Anche Gucci, seguendo lo spirito “open minded” del direttore creativo Alessandro Michele, ha creato un servizio speciale attraverso l’iniziativa DIY - Do It Yourself (che sta per Farlo Da Sé). In questo caso si tratta di personalizzare la borsa Dionysus – già considerata iconica dagli addetti ai lavori – che celebra il dio greco Dioniso e si distingue per la chiusura con motivo a doppia testa di tigre. Oltre alla borsa, la maison fiorentina fa sì la clientela maschile possa accedere al tailoring sulla base di un’ampia selezione di completi da giorno e smoking per la sera, nonché giacche e scarpe per lui e per lei in materiali e colori da combinare a piacimento. Non si tradisce, quindi, la qualità e l’essenza del marchio, ma si cerca di seguire i repentini campi di gusto di un pubblico ormai frammentato e suscettibile alle caratteristiche dei prodotti che compra.

Anche nella lingerie e negli accessori

Il settore lingerie, dal canto suo, reagisce senza perdere l’occasione. Il celebre marchio di alta corsetteria e calze La Perla – fondato nel 1954 a Bologna ad opera di Ada Masotti – dà infatti l’opportunità di accedere al lusso estremo con la linea Made to Measure, realizzata con tecniche artigianali e lavorazioni “segrete”, come il frastaglio di tralci floreali ricamati e applicati a mano su raso di seta. Infine, per chiudere un primo resoconto sul rapporto tra lusso e cultura, non si può dimenticare Tod’s, che attraverso i patron Diego e Andrea Della Valle ha finanziato il restauro del Colosseo. Non smette, inoltre, di credere nell’Italian Handmade, che non a caso è anche il nome di una delle collezioni.

di Maria Elena Capitanio

@MElenaCapitanio

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