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Gli stilisti fanno il vestito a Giggino Di Maio: "Questo governo è fuori moda"

8 Settembre 2018

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Gli stilisti fanno il vestito a Giggino Di Maio: "Questo governo è fuori moda"

La moda chiama. Il governo non risponde. Grande assente il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, a Palazzo Marino, durante la presentazione della seconda edizione di Milano XL che dal 12 al 24 settembre farà da cornice (con tessile, pelletteria, oreficeria, occhialeria e beauty) alla settimana della moda donna. Un tavolo di lavoro importante, frutto di un’alleanza nata lo scorso anno tra il governo Gentiloni, il Comune di Sala e Confindustria.

«Un progetto reso possibile da un grande gioco di squadra che vede insieme pubblico, privato e associazioni», ha ricordato il Sindaco di Milano che spera nella continuità. Ma molto dipenderà da quanto denaro abbia intenzione di sborsare il nuovo governo. Quello precedente, fra il 2016 e il 2018, ha investito nel settore moda 135 milioni di euro, allo scopo di promuovere le aziende Made in Italy:tutte insieme ne hanno ricevuti ben 520 di milioni.

Ancora «non abbiamo avuto modo di capire se la nuova classe politica abbia intenzione di continuare a sostenere la moda», ha rivelato l’assessore alle Attività Produttive di Milano, Cristina Tajani. «Mi auguro che lo faccia, pur con diverse modalità, e che continui a riservare attenzione a un settore così importante per l’Italia che dà lavoro a tanti giovani e tante donne», ha sottolineato Carlo Capasa, presidente della Camera nazionale della moda italiana, ieri mattina a margine della conferenza stampa (alle 9,30: orario infelice per i giornalisti) della settimana milanese di sfilate donna ( si apre il 18 e si chiude il 24 settembre).

NESSUN SEGNALE
Di Maio non ha dato nessun segnale, per ora. «Non abbiamo avuto incontri né con il premier Conte né con il ministro dello Sviluppo, ma c’è bisogno di conoscere i loro piani per il prossimo anno, sperando nella conferma, ad esempio, del contributo al Green carpet Fashion Award», ha spiegato Capasa. «Tornare indietro sarebbe devastante. Non si può ignorare che la moda è la seconda industria d’Italia. Siamo tornati ai livelli di fatturato (90 miliardi di euro) del 2008, quando non c’era ancora la crisi. Con una crescita del 3 per cento. Solo le vendite di Prada sono salite del 10 per cento».

La moda in Italia conta 223 mila imprese e 904 mila addetti per un giro d’affari complessivo di 112 miliardi all’anno. Con questi numeri la fashion week scalda i motori tra 165 collezioni, 60 sfilate, 80 presentazioni e 44 eventi in calendario. Clou della manifestazione, la seconda edizione del Green carpet Fashion Awards, la sera del 23 settembre alla Scala. La sostenibilità è uno dei temi portanti del settore e della manifestazione, insieme all’attenzione ai giovani, che quest’edizione porta al debutto in passerella di Tiziano Guardini, Act N1, Ultrachic e Chika Kisada. Mentre per la prima volta in calendario, le sfilate di Agnona, Fila, A.F. Vandervost. E della serie a volte ritornano: Byblos, Iceberg e il grande atteso Philipp Plein.

GUCCI A PARIGI
Non sfila Gucci, questa stagione ha scelto Parigi, anche se a Milano nella serata-evento del 19 ospita il coreografo britannico Michael Clark. Tra gli appuntamenti, celebrazioni per i 90 anni di Luisa Spagnoli e mostra fotografica di Sarah Moon “From one season to another” all’Armani Silos; retrospettiva dedicata ad Azzedine Alaia e documentario su Mc Queen che apre il Fashion Film Festival.

E se Prada ha scelto come location lo spazio Deposito all’interno della sua Fondazione dedicata all’arte, Les Copains festeggia 60 anni ed Etro ne celebra 50 con una mostra al Mudec. Poi il galà della sostenibilità alla Scala. Lo scorso anno, al debutto, c’erano tutti, stilisti e imprenditori: «Speriamo che il nuovo corso del governo percepisca quanto è importante questo appuntamento». Il ministro Di Maio e il premier Conte sono stati invitati alla Scala, ma non hanno ancora risposto, mentre è già sicura la presenza dell’attrice Cate Blanchett.

Sul fronte delle sfilate, per la prima volta Emporio Armani sceglie la versione mista (uomo e donna in passerella) così come Marras, Nakashima, Byblos, Fila, Gcds, Missoni, Moncler, Ferragamo, Tiziano Guardini e Tod’s. Il calendario è come sempre molto intenso e spesso difficile da seguire. Lo stesso Capasa che ha sempre lavorato per avere un giorno in più fa un passo indietro: «A Parigi si lamentano tutti perché dieci giorni di sfilate sono troppi». E poi c’è White che, dal 21 al 24 settembre, porterà a Milano le novità riguardanti il womenswear e gli accessori. Il salone tra 562 marchi, 375 italiani e 187 esteri, di cui 243 new entry coinvolgerà quattro location in zona Tortona.

di Daniela Mastromattei

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