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Il caso belga

Vittorio Feltri: Perché dico sì all'eutanasia anche per assassini e stupratori

5 Gennaio 2015

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Vittorio Feltri: Perché dico sì all'eutanasia anche per assassini e stupratori

Sì all'eutanasia, anche se a chiederla è un assassino e stupratore seriale. Vittorio Feltri commenta a modo suo il caso dell'ergastolano belga Frank Van Den Bleeken, 52 anni, condannato per aver torturato e ucciso una 19enne trent'anni fa e aver commesso varie violenze sessuali. L'uomo ha chiesto e ottenuto il diritto a venire ucciso tramite iniezione letale il prossimo 11 gennaio, spiegando che le sue condizioni di vita nel carcere in cui era detenuto erano insopportabili. I compagni di cella lo incitano a farla finita, ricordandogli di non essere degno di vivere. E soprattutto lui stesso assicura di avere ancora la mente piena di progetti criminali e che nel caso un giorno uscisse dal carcere, commetterebbe altri efferati reati.

Il tabù italiano sull'eutanasia - E' dunque giusto, o conveniente, concedere la dolce morte anche a un criminale irredimibile? Secondo Feltri sì. "Molte persone sono convinte che gli ergastolani debbano marcire in cella per espiare le proprie colpe e non possano, dunque, accedere al privilegio di crepare per propria iniziativa", scrive il fondatore di Libero sul Giornale. La questione, in Italia, è ancora ben lontana dall'essere posta perché qui "l'eutanasia non prevista per nessuno, figuriamoci per i galeotti che la gente comune vorrebbe murati vivi. La mancanza di pietà è la caratteristica più spiccata dal popolo, amante delle maniere spicce e della giustizia sommaria". Invece, suggerisce Feltri, occorrerebbe fare chiarezza sul concetto di "fine pena mai" e sul compito del carcere, rieducativo o punitivo. Una proposta di legge sulla dolce morte "giace alla Camera da oltre un anno nell'indifferenza disumana del ceto politico, impegnato a litigare senza costrutto" su legge elettorale e prossimo presidente.

"Un gesto di pietà pura" - "Non c'è verso - conclude amaro Feltri - di fare un passo avanti nella conquista dei diritti civili. Vietato perfino parlare pacatamente senza irritare i conservatori cattolici, quasi che disciplinare l'eutanasia equivalesse a renderla obbligatoria anche per chi non intenda fruirne". Chi si oppone alla "grazia" agli assassini, spiega l'editorialista, rifletta su questo punto: "Se un cristiano confessa di non essere in grado di resistere alla tentazione di uccidere e stuprare, significa che non è responsabile delle sue azioni se non quella di voler soffocare i propri tormenti riposando al cimitero. Aiutarlo ad andarci è un gesto di pietà pura che non collide con la morale evangelica. Amen".

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Commenti all'articolo

  • Franzkeks

    06 Gennaio 2015 - 17:05

    Caro Vittorio Feltri, mi aspettavo da te che andassi un passo più in là ed esprimessi l'opinione del 90% degli italiani che sono sicuramente, anche se non lo dicono, per la pena di morte. Il grande Rudy Giuliani in visita in Italia in qualità di sindaco di New York e candidato alla presidenza degli USA alcuni anni fa ci consigliò di introdurre la pena capitale. Ma parlò al vento.

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  • antoniobaldo

    06 Gennaio 2015 - 07:07

    obbligo della lobotomia x i pedofili assassini ,

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