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Via Fiorentino

18 Giugno 2015

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filippo facci

filippo facci

I commissari del Guinness dei Primati sono già in subbuglio: pare che le interviste di Maria Teresa Meli al premier Matteo Renzi stiano mettendo in ombra quelle di Ugo Intini a Bettino Craxi, quelle di Emilio Fede a Silvio Berlusconi e quelle di Marco Travaglio a Beppe Grillo. Accade al Corriere della Sera, laddove, dopo la partenza di Ferruccio De Bortoli, gli slanci della nuova direzione verso Matteo Renzi ormai rasentano la molestia sessuale. Siamo abituati a che gli articoli e gli editoriali riassumano il quadro politico, mentre il fondo del direttore Luciano Fontana, martedì, viceversa lo ampliava, lo esplicava, lo argomentava, e insomma: allungava la broda di quanto Matteo Renzi aveva detto con meno parole. Laddove Matteo ci fa un tweet, al Corriere ci fanno un giornale: ora che il premier ha detto tre parole in croce su Ignazio Marino, per esempio, in via Solferino hanno scoperto Roma; il premiato duo scandalistico Stella & Rizzo ha subito riempito due-pagine-due (oggi continuano) in cui hanno rivelato ai romani il lato oscuro e insospettabile della loro meravigliosa Capitale: le buche delle strade, i vigili assenteisti e la gente in coda negli uffici pubblici. È il Corriere che traccia il solco: gli altri giornali - di destra e di sinistra - lo sanno così bene che è da circa un anno e mezzo che si sono portati avanti, scrivendo le stesse identiche cose.

Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • giolu60

    18 Giugno 2015 - 13:01

    20 righe di nullità'.

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