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L'editoriale

Maurizio Belpietro: al Meeting di Cl è nato il partito del Papa

23 Agosto 2015

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Papa Francesco

Papa Francesco

Quando monsignor Camillo Ruini, presidente della Cei, sosteneva le posizioni di Papa Wojtyla e di Benedetto XVI su procreazione, matrimoni gay e sesso fuori dal matrimonio, le forze politiche della grande sinistra e le forze giornalistiche della grande stampa parlavano di ingerenza vaticana, denunciando ad alta voce le parole del capo dei vescovi. Adesso che ai discorsi del numero uno della Conferenza episcopale si sono sostituiti quelli dell' attuale segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, un alto prelato che si dice sia il megafono del Papa, tutti stanno zitti. Non c' è comitato laicista, né comitato di redazione che strilli. Tutti in religioso silenzio nonostante il vescovo ormai si comporti da leader politico più che da pastore del gregge cattolico.


L' ex capo della diocesi di Cassano allo Ionio ieri ha fatto passerella al Meeting di Rimini, riproducendosi nel repertorio in cui si è specializzato nelle ultime settimane: l' attacco alla classe politica e il sostegno alle politiche migratorie. Ora, si può essere d' accordo sul fatto che molti onorevoli disonorino il mandato e che il livello dei parlamentari (ma anche dei consiglieri regionali e di quelli comunali) non sia dei più adeguati. Tuttavia, c' è da chiedersi se questo sia argomento di cui si debba occupare la Conferenza episcopale e uno dei suoi massimi rappresentanti. Forse, più che di riforme elettorali e di modifiche alla Costituzione gli alti prelati dovrebbero dedicare tempo e impegno alle riforme del mondo ecclesiale, cercando semmai di mettere a punto le modifiche richieste a una struttura, quella vaticana, che in tempi di crisi appare spesso fuori dal tempo.
Certo, se all' inizio quella del segretario della Cei era sembrata una nota stonata, con accenti che erano suonati più da uomo da osteria che da uomo di chiesa, oggi, dopo l' intervento di Rimini, si capisce che i discorsi di Sua Eccellenza non sono sfuggiti dal seno, ma sono benedetti da Sua Santità.


Del resto, anche le prese di posizione recenti dei vescovi di Melfi e di Bolzano contro gli straordinari festivi e il turno domenicale paiono far parte dello stesso concerto del Santo Padre, il quale ai suoi pastori avrebbe più o meno detto: andate e predicate.
Il verbo della Chiesa, finora confinato nel recinto degli argomenti di stretta pertinenza religiosa, con qualche apertura ai temi che coinvolgono la famiglia, sembra dunque essere stato liberato. D' ora innanzi anziché del Vangelo si parlerà dello Statuto dei lavoratori, di contratti aziendali, di legge elettorale e di circolari del Viminale in materia di espulsioni? Il sospetto c' è ed è forte. Non siamo all' ingerenza, al superamento della separazione fra Stato e Chiesa sancita dai Patti lateranensi: siamo già oltre. La Chiesa di Papa Francesco si propone come soggetto politico. Non è un partito ma sembra qualcosa di simile. Come lo vogliamo chiamare? Gruppo di opinione o gruppo di pressione? Con Wojtyla si è detto e scritto che i tempi di un partito cristiano e della rappresentanza politica dei cattolici affidata a un solo gruppo erano morti e sepolti, perché i cattolici avevano saltato il muro dell' ideologia per orientare le proprie scelte partitiche senza renderne conto in confessionale. Con Papa Bergoglio qualche cosa sta per cambiare? Se così fosse varrebbe la pena di parlarne, per capire che cosa abbia indotto il Pontefice a imboccare questa strada e per comprendere dove essa conduca.


C' è chi dice che a scatenare le ire degli alti prelati siano state le minacce di tassare il patrimonio immobiliare vaticano, in particolare quello non destinato ad usi di culto, come i molti alberghi e le scuole di proprietà dei vari ordini religiosi. Altri aggiungono che tutto ciò sia finalizzato a far dimenticare gli scandali che hanno coinvolto molti reverendi in raggiri economici o giri pedopornografici. Sarà, ma entrambe le tesi ci convincono fino a un certo punto. La Chiesa, soprattutto quella italiana, va in cerca di un ruolo e spera di trovarlo difendendo le cause dei più indifesi, identificati negli immigrati, e attaccando gli interessi dei più protetti, identificati nella classe politica. Gli alti prelati sperano di riacquistare un ruolo morale denunciando l' immoralità, l' egoismo di chi respinge i clandestini e di chi tutela soprattutto i propri affari.
Può darsi che tutto ciò serva a riempire i seminari ormai vuoti e anche le cassette delle elemosine, ancor più vuote. Per quanto ci riguarda siamo scettici. Da cattolici poco praticanti preferiremmo che la Chiesa praticasse il Vangelo e non la vanità della politica. Un rottamatore lo abbiamo già, con gli esiti finora noti, e di un rottamatore in tonaca facciamo volentieri a meno. Piuttosto ci piacerebbe un miracolo che facesse entrare davvero questo paese nel millennio della modernità, anche in campo politico. Ma forse per i miracoli neppure le aderenze vaticane bastano.

Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • mlgponte

    24 Agosto 2015 - 11:11

    Non so cosa ci sia da essere meravigliati dal comportamento del Vaticano. Il Vaticano si è sempre occupato di politica. Il problema è che solo in Italia il Vaticano è così influente e invasivo. Perfino il fascismo per restare al potere ha dovuto calare le braghe.

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  • Gian Alberto

    23 Agosto 2015 - 23:11

    Come si e' ridotta la Chiesa di Bergoglio,per darsi visibilita ,. . . .e' costretta a far Politica.Ma per piacere.

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