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Bavaglio rosso

CasaPound, la sinistra decisa a zittirla

11 Settembre 2015

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Bandiere di CasaPound

Bandiere di CasaPound

Questo giornale si chiama Libero poiché è nato per amore della libertà di espressione. Negli anni ha ospitato voci e opinioni diverse, non si è mai tirato indietro quando c’era da confrontarsi con chi la pensava all’opposto, è cresciuto alimentando il dibattito e lo scambio, pur restando fedele alla sua linea e ai suoi valori. È in virtù del suo nome che Libero oggi sarà a Castano Primo, in provincia di Milano, per partecipare a un incontro organizzato da CasaPound in occasione della sua festa nazionale. Sarà lì il nostro direttore Maurizio Belpietro, il quale - assieme ad altri ospiti - farà ciò che dovrebbe essere normale in una democrazia: esprimerà le sue opinioni. Diciamo «dovrebbe» perché la libertà non è sempre scontata, da questi parti. La vicenda di CasaPound lo dimostra. Appena sul web ha cominciato a circolare la notizia che il movimento avrebbe tenuto la sua festa a Milano, si è mobilitato uno schieramento di forze - sempre le solite - con l’obiettivo comune di impedire l’evento. Il presidente nazionale dell’Anpi, Carlo Smuraglia, ha scritto al presidente del Consiglio, ai presidenti delle Camere, persino al presidente della Repubblica. Emanuele Fiano del Pd ha tuonato che «il raduno dei neofascisti di Casapound a Milano non deve essere permesso». Pure la Boldrini, immancabile, ci ha tenuto a ribadire la sua distanza ideologica da Cpi. I progressisti, insomma, hanno fatto fronte compatto: tutti insieme appassionatamente per ridurre al silenzio chi non la pensa come loro.
Ieri CasaPound ha annunciato che la festa si svolgerà (tra venerdì e domenica), a Castano Primo, dunque fuori dal Comune di Milano. La località è stata annunciata all’ultimo proprio per evitare problemi, assalti dei simpaticoni dei centri sociali e altre carinerie di tal fatta. Tuttavia il sindaco di Castano, Giuseppe Pignatiello - esponente di una lista civica di centrosinistra - ha voluto a tutti i costi accodarsi ai suoi compagni di schieramento. Anche lui, a quanto pare, ci teneva a far la figura del censore, e ha revocato a CasaPound l’autorizzazione a svolgere la manifestazione, pienamente supportato dal Partito democratico. La decisione finale spetta al prefetto, nel frattempo resta un fatto. E cioè che l’intera sinistra si è mobilitata al solo fine di castrare la libertà di espressione. Alla festa di CasaPound, infatti, sono in programma dibattiti e conferenze, a cui parteciperanno tra gli altri esponenti di Forza Italia, della Lega e di Scelta civica. E poi giornalisti e intellettuali. Anche i politici di sinistra sono stati chiamati. Ieri Gianluca Iannone, capo del movimento, ha ribadito l’invito al dialogo, in particolare sull’immigrazione. «Sarebbe stato bello», ha detto, «sapere che cosa ne pensa l'onorevole Fiano, invece impegnato a creare cortine fumogene per cercare di isolare e mettere all’angolo CasaPound».
Già, sarebbe stato bello che una volta tanto pensieri diversi si potessero confrontare senza polemiche stantie e senza pregiudizi. CasaPound è un movimento composto per lo più da giovani, e da tempo costituisce una fucina di idee, promuove una marea di iniziative culturali, non solo politiche. Ha posizioni sorprendenti, che superano gli steccati. Invece ogni volta - anche da quando è al fianco della Lega di Salvini - viene descritta come una accozzaglia di nostalgici nazistoidi. Quasi che alla sua festa nazionale fossero previsti roghi di libri e sulfurei riti pagani.
La verità, è triste notarlo, è che a negare lo scambio di idee sono le associazioni e i partiti di sinistra. Sempre pronti, d’altra parte, a concedere ogni libertà a centri sociali e simili (compresi quelli che poi devastano le città). Hanno rinnegato tutte le radici, ma hanno mantenuto la vecchia passione per il pensiero unico, e continuano a brigare per levare la dignità a chiunque si senta in diritto di avere un cervello, e di usarlo. Ecco perché Libero sarà, oggi alle 18, a Castano Primo. A noi il pensiero unico proprio non va giù.

Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    13 Settembre 2015 - 10:10

    "...Sempre pronti, d’altra parte, a concedere ogni libertà a centri sociali e simili (compresi quelli che poi devastano le città)". Ci può citare qualche data, luogo, sindaco che abbia fatto queste concessioni, conscio dei disordini che ne sarebbero poi derivate?

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  • iltrota

    11 Settembre 2015 - 19:07

    Borgonovo, ci spiega anche per quale motivo i kazzuti di Casa Pound si sono nascosti dietro a una richiesta falsa (un incontro di natura sportiva, se ben ricordo...) e per quale motiivo non hanno scelto un Comune guidato da una bella giunta di centro-dx (tipo Farsa Italia e Lega) ?? Grazie!!

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  • voiturderi

    11 Settembre 2015 - 15:03

    Cara Borgonovo, visto che Lei, Feltri,Belpietro a cui ho idirizzato una mail, ritenete che questi siano pacifici virgulti nonostante che abbiano dichiarato che metteranno a ferro e fuoco il paesino di Castano Primo del resto cattivo sangue non mente, mi aspetto una Vs. partecipazione, se mai ci sarà, a seminari dei black bloc

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    • bruno osti

      13 Settembre 2015 - 10:10

      o anche, semplicemente, a qualche manifestazione non violenta né becera dei Centri sociali, dei gay-pride e/o di sinistra

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