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La Francia s'è destra

Belpietro: "Vi dico cosa penso della Le Pen". In Francia la sconfitta dei codardi

7 Dicembre 2015

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Maurizio Belpietro

Maurizio Belpietro

Era previsto. Ma come tutte le cose previste, quando arrivano suscitano grande stupore. Nel caso del successo del Front national in Francia, sono anni che il partito fondato da Jean Marie Le Pen ed ereditato dalla figlia Marine (non senza qualche conflitto famigliare) avanza alle elezioni.

Una delle ultime volte addirittura andò al ballottaggio e solo per un soffio non riuscì a imporre il suo candidato. La verità è che la Francia ne ha le tasche piene di Liberté, Egalité e Fraternité. Da un pezzo vuole Liberté, Egalité e Lepené, nel senso di ordine e sicurezza, due parole che né la presidenza di Nicolas Sarkozy né tanto meno quella di Francois Hollande hanno saputo garantire. Anzi. Se si passa in rassegna il comportamento delle passate gestioni si capisce che sia Sarkozy sia Hollande hanno combinato pasticci. Sul fronte interno e su quello internazionale.

Per quanto riguarda l' economia, né gollisti né socialisti sono riusciti a fare qualche cosa di significativo, ma anzi, se possibile, i secondi, con le tasse sulle sostanze immobiliari e sui redditi sono riusciti a impaurire ancor più un ceto medio disorientato. Per ciò che riguarda la strategia europea sia gli uni che gli altri hanno dato prova di non avere un' idea concreta di Unione, ma di inseguire al momento la convenienza, senza dettare una linea ma al massimo assoggettandosi a quella dell' alleato tedesco. Risultato, oggi se si mette da parte la grandeur restano solo i problemi, ossia il deficit di bilancio, gli sforamenti, i parametri di Maastricht. Fossimo ad Atene invece che a Parigi sarebbero già scattate le sanzioni, ma siamo in Francia e quello che non è accettabile per i paesi satellite lo è per il Re sole. Ciò nonostante, anche senza multe, l' economia resta debole, esattamente come il suo presidente.

E a questo proposito non si può tacere che nelle vicende che riguardano il terrorismo e i modi per fermarlo Francois Hollande non ha dato grande prova. Non già ora, con la strage del Bataclan, ma prima, quando due fratelli armati fino ai denti fecero irruzione nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. Già a gennaio di quest' anno si era capito che il terrorismo islamico aveva preso di mira l' Europa. Gli episodi che si erano succeduti negli ultimi tempi non lasciavano spazio ad equivoci. A Tolosa, in Belgio, in Danimarca, tutto lasciava presagire che la strategia del microterrorismo, del jihadismo diffuso, del terrore senza rete alle spalle, fosse ormai una realtà anche in Francia. E pur tuttavia il giro di vite nelle moschee e nei centri islamici ha tardato per evitare di turbare le coscienze e soprattutto per scongiurare la reazione del cosiddetto islam moderato. Risultato, un gruppo di terroristi franco-belgi ha attaccato di nuovo Parigi e i suoi abitanti.

Solo allora Hollande si è svegliato, reclamando poteri speciali e sospendendo la convenzione dei diritti dell' uomo.
Troppo tardi. Soprattutto troppe chiacchiere in ritardo. La gente vuole fatti. La paura e la voglia di reagire richiedono fatti. Perché non basta dire che nulla è cambiato. Dopo gli attentati qualche cosa è scattato nel nostro modo di vivere e si chiama diffidenza.
Non è giusto diffidare di chi ti sta a fianco, di chi si veste in maniera diversa dalla tua o di chi professa un' altra religione rispetto alla tua. Ma è giusto che uno Stato - se esiste lo Stato - ti protegga da chi ha idee diverse dalle tue e intende farle valere con le armi e con il sangue. Marine Le Pen non vince perché cavalca la paura.

Vince perché l' elettore non si fida più delle promesse di Hollande e di Sarkozy e vuole cambiare. Non sappiamo se l' astro nascente della politica francese sarà in grado di affrontare la sfida che ha davanti a sé. Sappiamo che chi prima di lei ha affrontato quella sfida, l' ha persa e oggi di fronte a loro non c' è il futuro ma il passato. Hollande resterà ancora all' Eliseo e Sarkozy proverà a ritornarvi, ma entrambi sono destinati alla sconfitta perché non capiscono che dopo il 13 novembre in Francia qualche cosa è cambiato.

Maurizio Belpietro

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Commenti all'articolo

  • ilsovranista

    08 Dicembre 2015 - 10:10

    L'unica cosa interessante è " se esiste lo Stato". Gli Stati in quanto tali hanno smesso di esistere e le decisioni non sono più politiche ma finanziarie. In questo momento le oligarchie necessitano di destabilizzazione e il motivo è proprio ottenere sospensione delle leggi sui diritti. Quando i media cominceranno a raccontare la verità?

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  • attualità

    08 Dicembre 2015 - 09:09

    Ho paura che i codardi Italiani siano piu' forti di quelli Francesi...Il comunismo Italiano e' il piu' feroce...I comunisti atei sono arrivati quasi al punto di cancellare il Santo Natale e il presepe...Complici i "presidi"filo isis...

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  • Ben Frank

    Ben Frank

    08 Dicembre 2015 - 00:12

    Peccato che in Italia non vi sia nessuno della sua statura e capacità politica... I francesi si prendono la Le Pen, gli italiani ci lasceremo le penne.

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