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L'editoriale

Non cediamo ai ricatti del califfo Erdogan. La Turchia non è Europa. L'editoriale di Maurizio Belpietro

8 Marzo 2016

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La Turchia ci sta ricattando. Nulla di più, nulla di meno. Già lo avevamo sospettato mesi fa, quando un improvviso flusso di migranti fatto partire dalle coste turche aveva invaso quelle europee senza che i vertici di Ankara esercitassero alcun freno sui Caronte del mar Egeo. Ora però il ricatto è dichiarato. Erdogan e i suoi ministri non provano neppure a fingere di voler bloccare i profughi: adesso alzano la posta e basta, dettando direttamente le condizioni e minacciando in caso contrario di alimentare l’esodo dei profughi. Se ne è avuta prova ieri a Bruxelles, durante l’incontro fra il premier turco e i rappresentanti della Ue. Alla riunione, Ahmet Davutoglu si è presentato con nuove e più pesanti richieste. Per ottenere che la Turchia faccia da argine a chi scappa dalla Siria o da altri Paesi, non bastano i 3 miliardi di euro che l’Europa ha già messo sul tavolo: Ankara ne vuole il doppio. Ma anche questi non sarebbero sufficienti ad accontentare la brama di potere di Recep Tayyip Erdogan. Il nuovo Califfo per bocca del suo primo ministro pretende che i Paesi dell’Unione si impegnino a concedere rapidamente i visti d’ingresso ai propri cittadini, assicurando loro una corsia preferenziale. Non è tutto: la Turchia esige che Bruxelles dia il via libera al suo ingresso nella Ue, avviando le pratiche per farla divenire il ventinovesimo Paese. Davutoglu si offre di riprendere tutti i profughi che hanno raggiunto il Vecchio Continente (ma solo a far data dalla firma dell’accordo e non retroattivamente), purché però l’Europa accetti che per ogni immigrato rimandato in Turchia, la Ue conceda un visto d’ingresso ai suoi cittadini.
In pratica siamo al baratto. Anzi, ad un ricatto travestito da baratto. Perché prima Ankara ci ha fatti invadere da centinaia di migliaia di clandestini, lasciando che dalle sue coste partisse chiunque, anche chi non aveva alcuna speranza di ottenere l’asilo politico e lo status di perseguitato. Poi, la stessa Ankara si offre come soluzione del problema che ha contribuito a creare. Fermerò (...)

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Commenti all'articolo

  • gianni modena

    14 Marzo 2016 - 08:08

    spero che putin lo metta a tacere in un modo o nell'altro perche' i soldi li vuole per se e la sua famiglia questo miserabile despota e non finira' mai di chiedere . una bomba sotto il suo deretano . con la benedizione di allah .

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