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Pansa e quell'odore di dittatura: così arriverà il regime in Italia

24 Luglio 2016

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Pansa e quell'odore di dittatura: così arriverà il regime in Italia

È diventato davvero disgustoso il nostro mondo. Anche agli occhi di chi è arrivato agli ottant' anni facendo sempre il mestiere del giornalista e dunque occupandosi del lato peggiore della società. Ma oggi intravedo una voglia che prima si tentava di nascondere. È di avere dei governi d' acciaio, così efficienti e spietati da consentirti di controllare con minuzia il territorio che il destino ti ha affidato. Controllare nel senso di dominarlo, mandando al tappeto, ossia in carcere o sottoterra, chiunque si opponga alla tua volontà. Prima o poi, il fato farà conoscere anche a noi italiani un governo simile. In attesa che accada, sarà utile dare un occhiata ai due esempi più recenti di governanti dittatori o che si preparano a esserlo.

Il primo è Recep Tayyip Erdogan, il leader della Turchia. Oggi ha 62 anni e l' aspetto del medio dirigente d' azienda. Ma di quelli baciati dalla fortuna che dopo anni di esistenza grigia scoprono di avere nel proprio giardinetto casalingo la Vigna del Papa, come dicevano le nostre nonne. Ossia un tesoro da sfruttare con abilità e cinismo. In questa fine di luglio ha sostenuto di aver sconfitto un colpo di Stato ai suoi danni. Suggerito da un vecchio nemico politico che da anni vive in esilio in un angolo remoto degli Stati Uniti. La reazione di Erdogan è stata furibonda. Da anni non vedevamo scene tanto disgustose. Centinaia di arresti tra i militari, in maggioranza ragazzi di leva, trattati come bestie, fotografati seminudi con le mani legate dietro la schiena. Licenziamenti in massa tra i dipendenti pubblici. Chiusura di scuole e di università. Divieto di espatrio per chiunque con relativa confisca dei passaporti.

Tutto è avvenuto nel silenzio pusillanime della comunità occidentale. Perché la decisione di Erdogan di costruirsi una dittatura personale è passata sotto silenzio? I motivi sono diversi, ma tutti spiegano questo mutismo anche di una potenza come gli Stati Uniti. Da uomo della strada, ritengo che in quelle che venivano chiamate le Cancellerie, ed erano convinte di governare il pianeta, si stia facendo strada una verità. La semplifico così: il mondo è diventato una realtà troppo complessa, neppure i social media riescono a controllarla. Tanto vale che vada dove vuole andare. Caragrazia se sarà possibile mettere le mani su quattro o cinque problemi che riguardano l' esistenza delle comunità più grandi.

LINGUAGGIO VIOLENTO - Uno che non è afflitto da queste ambasce è Donald Trump, 70 anni, il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Il suo personaggio sembra inventato da un pool di sceneggiatori allo scopo di pescare voti nel grande bacino dell' elettorato moderato e reazionario degli States. Il suo comandamento numero uno è l' odio nei confronti di tutti gli immigrati. A cominciare da quelli che arrivano dal territorio più vicino agli States, il Messico. Infatti ha destato clamore, e interesse, la sua prima decisione da inquilino della Casa Bianca: la costruzione di un muro lungo tutto il confine tra i due stati.

Ma Trump si è poi fatto notare per la violenza del linguaggio usato nei confronti della concorrente democratica: Hillary Clinton. I politici italiani sono dei ragazzini timorati di Dio se messi al confronto con il pacchetto di mischia mandato in campo da Trump contro Hillary. Prima di tutto è stata paragonata a una strega spedita da Belzebù a infastidire i lavori della convention repubblicana. Quindi l' hanno mitragliata con le accuse più assurde. Corrotta, disonesta, debole, assassina, complice del terrorismo islamico, degna di fucilazione alla schiena. Le hanno rinfacciato di venerare Lucifero. Poi di essere vecchia, la pelle avvizzita dalle rughe, non levigata come Melania Trump, l' ultima delle mogli di Donald, reginetta della Silicon Valley e della chirurgia plastica, come osserva su Repubblica Vittorio Zucconi.

La conclusione di Ald Baldasaro, il consulente di Trump per i problemi dei veterani, è stata definitiva: «L' ex Segretario di Stato va fucilata per alto tradimento!». A quel punto, racconta Anna Guaita del Messaggero, alcuni personaggi del mondo repubblicano hanno raccomandato a Trump di chiudere la fase della negatività e degli insulti e passare a quella dell' ottimismo. Gli è stato detto: non si vincono le elezioni solo trasformando il tuo oppositore in un demonio incarnato. A un certo punto devi spiegare come vuoi portare avanti il Paese.

Forse prima o poi Trump lo farà. Ma esistono molti dubbi sulle sue intenzioni di seguire quel consiglio. Il candidato repubblicano è ancora un personaggio tutto da scoprire. Almeno in casa nostra, al di qua dell' Atlantico. Anche dopo aver ottenuto la nomination non ha cambiato di un millimetro la sua linea da duro, anzi da leader d' acciaio. Prima di tutto, ha avvisato i paesi alleati: se avrete bisogno del nostro aiuto, dovrete essere voi a pagare le spese, altrimenti sarete costretti a fare da soli.

LIBERI TUTTI Trump è stato molto esplicito anche a proposito delle oscure intenzioni del turco Erdogan. Che fare con lui? Secondo il racconto di Paolo Guzzanti del Giornale, il leader repubblicano ha risposto: «Assolutamente nulla. Ognuno è padrone in casa sua. Non possiamo mica metterci a rieducare tutti i tiranni democraticamente eletti!». È stato un esplicito invito a Erdogan di comportarsi come gli pare e piace. Le ultime notizie da Ankara ci dicono che il leader turco sta procedendo come uno schiacciasassi. I passaporti ritirati sono undicimila. I dipendenti pubblici che hanno perso il posto di lavoro sono sessantamila.
Tra loro si trovano soprattutto professori universitari e di liceo, affiancati da funzionari statali e da poliziotti.

La tensione è tale che anche in Europa genera errori che travolgono i media televisivi e stampati. Gli assalti di venerdì ai ristoranti di Monaco sono stati condotti da un solo terrorista: un ragazzo di diciotto-diciannove anni che poi si è ucciso con un colpo di rivoltella. 

Esiste una domanda che è inevitabile rivolgersi. Questo clima maledetto si diffonderà anche da noi? Detto in altre parole, la brutta politica, quella che non ragiona poiché si limita a odiare, la vedremo presto anche in casa nostra? Forse sì. È l' unica risposta che riesco a darmi.

di Giampaolo Pansa

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Commenti all'articolo

  • giacomolovecch1

    25 Luglio 2016 - 15:03

    L'Italia non corre alcun rischio.....abbiamo buffoni in quantità...ma dittatori nemmeno l'ombra !.....forse un puparo chiamato Napolitano.....ma è sulla via del tramonto !

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  • nick2

    25 Luglio 2016 - 11:11

    Roman Romano, se riesci, riassumimi in quattro righe (possibilmente di senso compiuto) cosa si dovrebbe fare per evitare questo stato di cose e magari specificami anche cosa intendi per “questo stato di cose”. I populisti hanno vita facile con sempliciotti del tuo calibro…

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  • honhil

    25 Luglio 2016 - 10:10

    La politica che odia in casa nostra c’è da sempre: è nata con la Repubblica e il Pci. Che di odio di classe ne ha prodotto più di quante stelle vi sono in cielo. E seguita a farlo. I continui inviti della Boldrini ad accogliere tutti quelli che hanno voglia di venire a spadroneggiare in Italia, che cosa è se non odio verso gli italiani toccati, peraltro, pesantemente dalla povertà?

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