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Posta Prioritaria

Giordano: "Je suis Charlie Hebdo. Quella vignetta fa schifo"

3 Settembre 2016

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Giordano: "Je suis Charlie Hebdo. Quella vignetta fa schifo"

Pubblichiamo Posta Prioritaria, la rubrica in cui Mario Giordano risponde alla missiva di un lettore.

Caro Giordano, aprendo la bacheca Facebook, ho visto solo persone che attaccavano Charlie Hebdo per la prima pagina sul terremoto. Io mi chiedo: perché? Pochi mesi fa tutti scrivevano #JeSuisCharlie invocando il diritto di satira. Oggi il mensile viene pesantemente criticato, anche questa è satira. Io più che mai sono vicino a Charlie per l' attacco mediatico che sta subendo. Vorrei un suo parere, caro Giordano.

Francesco Benotti
20 anni

Caro Francesco, forse ti deluderò ma io sono totalmente d'accordo con quanti criticano quella vignetta. Perché si tratta di una vignetta brutta, che non fa ridere, macabra e offensiva. Ti dirò di più: anche le vignette di Charlie Hebdo su Maometto erano piuttosto brutte e non facevano per nulla ridere, per non parlare delle tante che i francesi hanno fatto sulla religione cattolica e sul Papa e che erano dei veri obbrobri. Ma questo che c' entra? Dire che una vignetta è brutta non significa impedire a qualcuno di farla, tantomeno ovviamente significa entrare con un kalashnikov e fare una strage in redazione soltanto perché la vignetta non è gradita. Anch' io, dopo la strage di Parigi, ho gridato #JeSuisCharlie e sono pronto a rifarlo in qualsiasi momento perché quell' attacco alla libertà di stampa e di satira era un attacco a uno dei cardini fondamentali dell' Occidente, esattamente come l' attacco a Nizza è stato l' attacco al diritto di andare in vacanza dove ci pare e l' attacco a Rouen è stato l' attacco al diritto di inginocchiarci di fronte al nostro Dio. Se mi sento attaccato, mi difendo. E grido #JeSuisCharlie per dire che voglio battermi fino all' ultimo per non far prevalere quella cultura di morte che si nasconde dietro le bandiere dell' Islam. Ma quando difendo la liberà di satira, difendo anche la libertà di critica. Cioè: difendo Charlie Hebdo, ma difendo anche il diritto di dire che Charlie Hebdo fa disegni vomitevoli. Spero che il concetto sia chiaro, caro Francesco: quello che sta avvenendo oggi nei confronti della vignetta sul terremoto non è un attacco alla libertà di espressione, ma una legittima critica che si muove dentro la libertà di espressione.

Noi dobbiamo essere tutti uniti nel difendere il campo di gioco (cioè le libertà occidentali) quando viene attaccato dall' esterno, ma poi dentro il campo dobbiamo e possiamo muoverci come vogliamo, proprio perché esso ci garantisce questa possibilità. Ed è il motivo per cui lo difendiamo.

In questo caso, io penso che tu faccia bene a difendere Charlie Hebdo se quella vignetta ti piace. A me fa schifo e sono sicuro di poterlo dire liberamente.

di Mario Giordano

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