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Filippo Facci: La privacy dei ladri

5 Ottobre 2016

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filippo facci

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Nelle città ci sono un sacco di telecamere che talvolta pizzicano anche il borseggiatore o l’assassino: poi se le immagini circolano nessuno invoca la privacy, ci mancherebbe. Ecco, il sindaco di Olbia ha fatto la stessa cosa e ha piazzato delle telecamere che riprendessero i cittadini che trasformavano in discariche abusive alcune zone della città, dopodiché ha estratto dei fotogrammi e li ha esposti: anche se i volti non si vedono (sono pixelati), e possono essere riconosciuti dai vicini di casa, male che vada.

Domanda: perché siamo un Paese di cialtroni? Risposta: perché accanto ai plausi c'è stata una protesta generalizzata che ha parlato di «gogna», «violazione della privacy», «pubblico ludibrio» e lagne che mai avrebbero riguardato altri reati. Il che significa, banalmente, che sporcare il suolo pubblico non viene percepito come un reato grave (qualcuno ha parlato di maleducazione) anche se costa alla cittadinanza milioni di euro e anche se l'altro giorno, in una discarica abusiva in piena città, hanno trovato tre cani morti in un sacco giallo.

Siamo un Paese di cialtroni perché per creare l'educazione civica e il grado di riprovazione sociale che certi reati meritano (e ce ne sarebbero altri, di reati) le strade sono due: fai come a Singapore (butti una cicca per terra e becchi 5500 dollari di multa e sino a un anno di carcere) o fai come il sindaco di Olbia, che non so neanche di che partito sia, ma chissenefrega.

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • Uchianghier

    Uchianghier

    05 Ottobre 2016 - 18:06

    Io al posto del sindaco avrei fatto di peggio. Avrei adottato la castrazione chimica. Viktor Campus dove butti l'immondizia?

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