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Filippo Facci: Rosso Anpico

14 Dicembre 2016

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Filippo Facci: Rosso Anpico

Michele Serra (Repubblica) ha deciso di restituire la tessera dell' Associazione partigiani che si era schierata rumorosamente a favore del No. Il perché pare ovvio, perlomeno a noi: l' Anpi nacque per tutelare i valori della Resistenza senza preclusioni politiche, che c' entra l' antifascismo con la mancata riforma? E che c' entra con il Jobs Act o la Scuola, altre questioni su cui aveva preso posizioni militanti?

Purtroppo, però, pare ovvia anche la replica che Serra va a cercarsi: cioè che poteva svegliarsi prima. A parte che è dal 1948 che l' Anpi ospita solo social-comunisti (altri fondarono altre sigle), in realtà è da moltissimo tempo che l' associazione si occupa di faccende che col fascismo non c' entrano un tubo: dal No Tav alle unioni civili sino ai tentati salvacondotti berlusconiani. Lo sappiamo tutti che l' Anpi è un bastione del welfare all' italiana e che serve perlopiù a far giocare a briscola e ad annegare di grappini migliaia di pensionati scassacazzo: gente magari adorabile, ma che ecco, di tutto abbisogna fuorché di motivi per dividersi. E invece? Di partigiani non ce ne sono più (colpa della natura) ma in compenso c' è un partito politico senza voti, blandamente sovvenzionato dallo Stato. Serra dice che se avesse votato No avrebbe comunque lasciato l' Anpi: e noi gli crediamo, ma deve capire che scacciare lo schematismo resta difficile. Lui ha votato Sì, l' Anpi militava per il No, ha vinto il No, Serra lascia l' Anpi. Eh, insomma.

Filippo Facci

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