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Filippo Facci: altri hotel

31 Gennaio 2017

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Filippo Facci: altri hotel

La valanga di Rigopiano è quasi sparita dalle cronache: e meno male, perché sapete, ogni tanto ci stanchiamo anche noi pennivendoli. Ci stanchiamo di avere sempre qualcuno da accusare, di inventariare disgrazie solo per decidere come metterle in pagina, di mostrarci freddi e cinici come se fosse un male necessario: quando la verità è che siamo freddi e cinici solo perché siamo abituati. A tutto, siamo abituati. L' altra sera ero in tv a ciarlare di Rigopiano quando un lettore di Libero, che guardava la trasmissione, mi ha mandato un messaggio in cui mi esortava a informarmi se le vittime ritrovate fossero morte per schiacciamento, fame o mancanza d' aria.

Mi era sembrata, dapprima, una cazzata da feticisti della cronaca, e gli ho risposto male. Allora lui, sempre via cellulare, mi ha spiegato che una morte sul colpo poteva essere di consolazione per le famiglie: io non ci avevo neppure pensato. Ecco, in quel momento ho cominciato a chiedermi se non stessi smarrendo la pietà. Il giorno dopo, la pm dell' inchiesta ha reso noti gli esiti delle prime autopsie: ha detto che alcuni sono morti per schiacciamento e altri per una somma di schiacciamento e asfissia e ipotermia. I cronisti volevano perlopiù capire se i ritardi fossero stati decisivi, ma molte famiglie avevano a cuore un' altra ragione: speravano che le vittime non avessero sofferto, gli interessava soprattutto questo. Ma la cronaca corre, e noi giornalisti ne stavamo già inseguendo un' altra.

di Filippo Facci

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