Cerca

Bomba su viale Mazzini

Vittorio Feltri: "Vogliono far fuori Bruno Vespa dalla Rai per invidia sociale"

26 Maggio 2017

0
Vittorio Feltri: "Vogliono far fuori Bruno Vespa dalla Rai per invidia sociale"

A forza di discutere sul tema: «Porta a porta è un programma artistico o di informazione?», finirà che obbligheranno Bruno Vespa, il miglior giornalista televisivo italiano, a chiudere baracca e burattini. Il problema reale è che il principe dei conduttori iscritti all' Ordine degli scribi guadagna tanto ossia in misura proporzionale al proprio rendimento. Non gli perdonano di intascare un compenso superiore al tetto demagogico - 240 mila euro - imposto a chi lavora davanti alle telecamere dai burocrati acefali della Rai. I quali burocrati, animati da invidia sociale (il sentimento più diffuso nel Paese), pretendono che Vespa sia equiparato all' ultimo Pisquano che blatera in video. Non si rendono conto che la natura se ne infischia della democrazia: se uno è bravo e un altro lo è di meno, o addirittura asino, ovvio che il primo sia pagato meglio.
Ai dirigenti dell' ex monopolio non sta a cuore la qualità e non la premiano; a loro preme la perequazione, retaggio comunista. Cosicché l' istituzione del tetto ai compensi risponde a una sorta di precetto religioso: gli uomini sono tutti uguali e devono percepire lo stesso stipendio.
Una idiozia pensare di appiattire gli emolumenti andando contro le logiche di mercato.
Porta a porta va in onda da oltre venti anni e ottiene grande successo in quanto Bruno è stato capace di aggiornarla in base ai mutamenti del costume nazionale. È il talk show per eccellenza, considerato immortale, ma i dementi della Rai fremono dal desiderio di rottamarlo per fare rabbia al suo ideatore e realizzatore. Pur di distruggerlo si sono inventati la schifezza del massimo retributivo che, per altro, mortifica altri assi televisivi, per esempio Fabio Fazio, che introita una valanga di euro, tutti meritati, perché è un traino pubblicitario irresistibile e consente alla azienda di incamerare più di quanto spenda. È un criterio imprenditoriale elementare quello che fissa il grano destinato ai divi del teleschermo: coloro che consentono all' impresa di produrre reddito vanno adeguatamente ricompensati; quelli che creano passivi e basta si facciano benedire. Punto e amen. Peccato che i nuovi cervelloni di viale Mazzini ragionino col posteriore e conducano l' azienda come se fosse una Asl dominata dalla Cgil. La smettano di camminare sulle nuvole e atterrino. O la Rai diventerà una specie di Televoghera International.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

media