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Il film sul Cavaliere

Vittorio Feltri: il grande seduttore

22 Luglio 2017

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Vittorio Feltri: il grande seduttore

Il regista Paolo Sorrentino ha in animo di girare un film su Silvio Berlusconi, la cui ex moglie, Veronica Lario, sarà in qualche modo consulente. Non so quando la pellicola sarà pronta, forse verrà proiettata prima delle prossime elezioni politiche. Nel qual caso per Silvio si tratterebbe di una propaganda di primo livello. Infatti Sorrentino, dopo aver riservato un lungometraggio a Giulio Andreotti, non potrà descrivere il fondatore di Forza Italia come un personaggio completamente negativo. Farebbe una brutta figura, perché l' uomo cui egli dedicherà la propria arte non ha combinato nella sua vita soltanto guai. Anzi. La sua attività economica, che ha spaziato in vari settori, è sempre stata contrassegnata da successi clamorosi. E anche in campo politico non si può sostenere che Berlusconi sia passato inosservato, quale comparsa insignificante.

Costui, per andare giù piatti, fin da giovanissimo si distinse quale urbanista e costruttore eccellente: Milano 2 è roba sua, una città esemplare, tuttora apprezzata non solo in Lombardia. Silvio poi ha realizzato la televisione commerciale, rivelando un formidabile talento nel demolire il monopolio della Rai e inaugurando una nuova stagione del piccolo schermo. Con tre reti private egli riuscì a pareggiare i bilanci con l' azienda di Stato, ponendosi come gigante dell' intrattenimento oltre che della informazione. Un innovatore direi rivoluzionario. Dovunque il dottore presidente ha messo mano ha strappato risultati eccellenti. Istituendo Mediolanum ha raggiunto i vertici del sistema bancario europeo, e acquistando il Milan è stato capace di vincere quanto nessun altro. Infine la politica.

Qui nessuno lo considerava all' altezza di sbaragliare gli avversari. Era giudicato un parvenu, una specie di dilettante allo sbaraglio destinato a fallire dovendosi confrontare con professionisti di lungo corso, gente esperta, sgamata insomma imbattibile. E invece nel 1993 Berlusconi fondò con quattro sfigati e alcuni sapienti Forza Italia che, l' anno successivo, il 1994, misurandosi con il Pci, unico partito sopravvissuto alla strage di Mani Pulite, ebbe l' opportunità sorprendente di salire sul gradino più alto del podio.

E in combutta con la Lega e il Msi costituì la maggioranza di governo. Una impresa storica senza precedenti che determinò una svolta netta nel nostro Paese. Da quel momento in poi Silvio non ha smesso un istante di essere protagonista nella cosa pubblica. Pur travolto da polemiche sanguinose, attaccato da tutte le parti, compresa la magistratura (letteralmente scatenata), l' imprenditore milanese non ha mai mollato il bastone di comando, condizionando nel bene e nel male l' andamento nazionale. Per distruggerlo i suoi avversari non hanno risparmiato colpi proibiti, ma lui non ha ceduto finché con una sentenza discutibile è stato condannato in Cassazione per un reato che non poteva aver commesso, evasione fiscale, per il semplice fatto che non era responsabile legale della azienda di sua proprietà.

Lo hanno buttato fuori dal Parlamento distorcendo la famigerata legge Severino, obbligato a scontare l' ingiusta pena assistendo i vecchietti dell' ospizio, e a rimanere ai margini della bagarre partitica. Sembrava morto e sepolto. Viceversa eccolo ancora in sella, vispo e battagliero nonostante tra due mesi compirà 81 anni travagliati da malattie gravi, burrasche familiari, attacchi vili sferrati da nemici veri e falsi amici. Forse il pallino non è più nelle sue mani da re Mida, ma è evidente che i conti con lui bisognerà ancora farli per decidere le sorti dell' Italia martoriata dalla immigrazione e dalla crisi economica.

Di Berlusconi si può anche parlare male per convenienza giornalistica. Sono numerosi i quotidiani e le tv che hanno fatto fortuna cercando di demolirlo, ma a nessuno egli è antipatico, a differenza del povero Renzi, ridottosi volontariamente a meteora. Di queste nostre riflessioni, basate sulla realtà dei fatti, dovrà fare tesoro un cineasta di talento quale Sorrentino se non vorrà cadere nei luoghi comuni dell' antiberlusconismo di maniera di cui sono pieni i fossi della pubblicistica patria. Il regista sarà costretto a narrare il bene e il male, e il bilancio dell' esistenza di Silvio non potrà che essere positivo, perché non è a letto che si valuta un uomo. Chi è sdraiato è sempre debole, ma quando è in piedi è forte. E Berlusconi è ancora in piedi.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • straniero

    22 Luglio 2017 - 14:02

    boom! Massacrato il razzista bergamasco nonché giudice! come Bossetti anche il nano è stato ingiustamente condannato dimenticando caro Feltri la compravendita dei senatori, il lodo Mondadori e tutti gli altri reati prescritti, dimenticando sopratutto le leggi ad personam e di aver ridotto alla fame gli italiani.

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    • pensionata

      22 Luglio 2017 - 20:08

      il cervello all'ammasso fa dire una montagna di ca....te. Guardati nella tua casetta komunista e poi fai i conti scemotto. Berlusconi ha solo la colpa di parlare chiaro al cervello della gente e non come voi komunisti che pensate di turlupinare il prossimo parlando alle parti basse dei vostri elettori

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