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La commissione

Vittorio Feltri, chi ha fatto Casini tra guardie e ladri

26 Dicembre 2017

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Vittorio Feltri, chi ha fatto Casini tra guardie e ladri

Senza spirito polemico, ma consapevoli che la commissione di inchiesta parlamentare sulle banche rotte non sarebbe servita a nulla, dobbiamo dire senza darci troppe arie che avevamo ragione. I commissari hanno fatto finta di lavorare qualche mese pur sapendo che la loro era soltanto una sceneggiata. Infatti la legislatura era agli sgoccioli e con la sua fine sarebbero finiti anche i compiti di chi doveva indagare senza avere avuto il tempo per combinare qualcosa di utile. In effetti succede sempre così. Quando la politica è impotente di fronte a uno scandalo non trova di meglio che istituire una commissione d' inchiesta, certa che in questo modo formalmente elegante si affosserà la verità e vinceranno i mariuoli. Così è stato anche stavolta, chi si stupisce è un gonzo.

Occorre aggiungere che il presidente della supercitata commissione, Pier Ferdinando Casini, era l' uomo adatto ad affossare ogni indagine. L' uomo giusto al posto giusto per chiudere la partita a vantaggio dei ladri. Egli è stato onesto nelle sue dichiarazioni e gliene diamo atto. Ha detto giustamente che bisogna distinguere i ladri dalle guardie. I ladri sono noti, cioè coloro che si sono fatti prestare miliardi dalle banche e non li hanno restituiti. Al loro posto li abbiamo restituiti noi contribuenti. Sono noti altresì i banchieri che si sono fatti infinocchiare da clienti insolventi e quindi criminali. Sorge il dubbio pesante che le due categorie fossero d' accordo nel fottere gli istituti di credito. Transeat.

Infine si consideri il ruolo dei controllori, per esempio i capi di Bankitalia, che in pratica non hanno controllato un cacchio visti i bidoni passati sotto i loro occhi distratti o ciechi. Questi ultimi sono coloro che Casini chiama appunto guardie, assolvendoli, in quanto vittime dei malfattori. Però attenzione, caro Presidente, è vero che tra i ladri e le guardie occorre preferire le seconde. Ma se costoro sono state tanto fesse da farsi fregare non possono essere assolte come pretendi tu.
Vanno condannate perché non hanno svolto diligentemente il loro lavoro. E chi sospetta che in realtà siano state complici dei suddetti ladri non ha torto. Tu, Casini, che verifiche del cavolo hai fatto per appurare chi ha sbagliato e chi dovrebbe pagare? Nessuna. E allora vai in mona.

di Vittorio Feltri

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Commenti all'articolo

  • mareno.corti

    27 Dicembre 2017 - 08:08

    ma in che italia viviamo?

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  • levantino

    27 Dicembre 2017 - 01:01

    Aveva ragione,il comunista,Nikita Crusciov. Quando disse: " Gli uomini politici sono uguali dappertutto. Promettono di costruire un ponte anche dove non c'è un fiume ".

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  • albertoperutelli

    26 Dicembre 2017 - 15:03

    Caro Panariello ricordi quando eri in versilia a raccontare barzellette oscene e a fare atti osceni con le mani sul pacco ? Ora ti permetti anche di giudicare colleghe che lavorano in mediaset. Scendi dal pero e ritorna alle origini.

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