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Verso le urne

Vittorio Feltri: Se non andate a votare avete perso in partenza

1 Gennaio 2018

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Vittorio Feltri

Vittorio Feltri

È statisticamente accertato: gli italiani odiano la politica. Se ne disinteressano per sfiducia, noia, stanchezza. La metà di essi non vota perché lo ritiene un esercizio inutile.
Non ha torto. Se si considera che nella legislatura appena conclusa oltre 500 parlamentari eletti in un partito hanno cambiato casacca in corso d' opera, si capisce perché il disgusto dell' elettorato sia aumentato a dismisura, al punto che un cittadino si chiede: se ho scelto nell' urna di dare il consenso a uno di Forza Italia e questi poi, a un anno o due di distanza, è passato a sinistra, che senso ha avuto il mio suffragio? Scusate, se ho scelto uno blu che poi è diventato rosso sono stato preso per i fondelli o no? Quindi andate tutti al diavolo: mi rifiuto di stare a questo gioco assurdo.
C' è poco da discutere.
Hanno indubbiamente ragione quelli - numerosi - che si sono rotti le scatole di questo sistema assurdo. Però c' è un però che va considerato con attenzione, caro Giuliano Zulin. Se tu, pur con motivi da non trascurare, rifiuti di recarti al seggio, automaticamente perdi il diritto di bestemmiare contro i deficienti che ci governano. Se non partecipi alla partita in quanto nauseato, poi non hai facoltà neppure di lagnarti. Ti poni fuori campo e non sei autorizzato a dire che lo spettacolo ti fa schifo, devi subirlo e basta.
A che titolo ti lagni di un risultato a cui non hai contribuito? Taci e non rompere i cordoni che fa rima con coglioni. Non hai manifestato la tua volontà? Ti è vietato pretendere che essa venga rispettata. Se fai mancare alla collettività la tua opzione ovvio che nessuno ne valuterà l' importanza.
La nostra democrazia, lo capisce anche un tonto, è sgangherata e non in grado di funzionare decentemente, ma se ti astieni oltretutto dal dovere di esserne attore mediante il voto, non migliorerà mai. Sarai costretto a beccartela così come è, un pasticcio rivoltante.
Il 4 marzo prossimo saremo chiamati a dire la nostra sui partiti, che non ci soddisfano. Ma se eviteremo di selezionare quello che ci ripugna di meno saremo complici di quello che ci fa venire il voltastomaco. Amico mio, vai pure all' osteria anziché al seggio. Nessuno se ne accorgerà, tranne te.
Che quando scoprirai l' eventuale - probabile - schifo emerso dalle elezioni non potrai avere nulla da obiettare, avendolo creato anche tu, vecchio pistola rinunciatario.
Chi non combatte, sappilo, ha perso in partenza. Sarai uno sconfitto vocazionale.
Non mi pare una bella cosa.

di Vittorio Feltri

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