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Sfida al Colle

Matteo Salvini e i giudici contro la Lega, Renato Farina: perché Sergio Mattarella tace?

7 Settembre 2018

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Matteo Salvini e i giudici contro la Lega, Renato Farina: perché Sergio Mattarella tace?

Eravamo convinti che in Italia non ci fosse più la pena di morte. Ma ci viene difficile chiamare in altro modo la sentenza contro la Lega emessa ieri dal Tribunale del Riesame di Genova. È una pugnalata inferta con una virulenza da Jack lo Squartatore. Il movimento politico che oggi raccoglie il maggior consenso in Italia è condannato all' estinzione. Non delle idee, ovvio.
Resistono, animano la gran parte della gente comune ormai. Ma anche le idee più fantastiche ed entusiasmanti camminano, in questo mondo carnale, non sulle ali degli angeli ma grazie alla logistica. Senza intendenza, rifornimenti, carri, cavalli, cucine da campo, Napoleone non avrebbe fatto un passo verso il Manzanarre e il Reno, le Alpi e le Piramidi. Le battaglie ideali muoiono all' alba senza il sostegno dell' organizzazione. È l' abc della democrazia.
La Lega ne è estromessa da chi ha ordinato il prosciugamento dei suoi conti correnti e ora pretende dal partito ex nordista altri 48-49 milioni. Non ci sono? Fa nulla.




La confisca perdurerà nei secoli dei secoli: qualunque contributo pubblico o privato non potrà essere destinato d' ora in poi all' attività politica ma finirà nelle fauci dello Stato.
La sentenza urta contro il buon senso, e lede un bene preziosissimo che è la libertà politica dei cittadini. La storia in poche parole è questa: fino al 2012 ogni partito godeva del rimborso elettorale sulla base dei voti ottenuti. Alla Lega spettavano e ha incassato circa 50 milioni. Di questi 50, secondo i pm circa 300mila euro sono stati destinati a spese pasticciate al tempo di Bossi e finite nel bilancio ad opera di tale Belsito. I giudici dicono: hai speso male una porzione della torta, mi riprendo tutto. Sono stati con ciò defraudati gli italiani che votando Lega hanno messo nelle mani del partito prediletto la loro quota di finanziamento. Per colpa di alcuni si puniscono tutti. Per una cifra minima, si requisisce tutto: non esiste.

Da qui all'eternità - La sentenza di oggi non entra nel merito di questa assurdità. Lascia la congruità della decisione ai successivi gradi di giudizio. Ma accetta il principio del risarcimento preventivo, e conferma la morte per vampirismo della magistratura verso non solo un' organizzazione ma contro la manifestazione della sovranità popolare.
Vedremo se Salvini e Giorgetti inventeranno qualcosa, la fantasia non manca, e hanno dalla loro parte l' evidenza del torto subito, che accrescerà ulteriormente i suoi consensi. Mica è facile però.
Non si capisce infatti fin dove arriverà la creatività dei giudici, che sono capaci di pretendere denari da qui all' eternità da qualunque formazione politica abbia il sentore di somigliare a quella oggi al governo. Qualche giurista della congrega vampiresca ha già fatto sapere che inseguiranno lo spirito odoroso di Carroccio dovunque esso si reincarni. I latini la chiamavano «damnatio memoriae».
Di solito sono i regimi dittatoriali a confiscare i beni degli oppositori, a tagliare i viveri a chi minaccia lo status quo. Dalle nostre parti, è la magistratura a fare le veci dei tiranni. Essa è variamente composta, da brave e cattive persone, come ogni categoria umana. Ma alla fine, sempre in buona fede, sempre trovando come Azzeccagarbugli la grida all' uopo, prevale la pulsione inesorabile dell' ordine giudiziario a mettersi sopra la democrazia. E se le sentinelle della casta togata avvertono segnali spiacevoli per il proprio primato, ecco che mani abili tirano le leggi come corde, le torcono a forma di cappio, per impiccare di volta in volta le forze politiche avverse allo strapotere di una istituzione fuori di sé, che non accetta demarcazioni liberali, e tenta di sostituirsi alle scelte democratiche sgradite dei cittadini. Una vecchia storia che dura dai risultati del referendum che stabilì la responsabilità civile dei magistrati (novembre 1987). Il Parlamento approvò nel 1988 - sotto la sferza delle toghe - una legge che di fatto straziava la volontà del popolo.
Che, da allora i poi, la casta togata preferì sostituire. E siamo a Genova.

Serve una soluzione - Rimedi? Dopo l' incriminazione ad Agrigento del ministro dell' Interno per «sequestro di persona», qualche pm audace potrebbe individuare negli atti dei giudici liguri un «sequestro di democrazia». Va be', stiamo sognando. Sarebbe un atto però dotato di una logica giuridicamente assai più stringente e attinente al bene supremo della Costituzione di quello posto in essere dal procuratore Patronaggio per i fatti della Diciotti. Salvini dice di essere «sorridente e incazzato». Noi crediamo che il capo dello Stato dovrebbe sentirsi stringere il petto da un nodo di tristezza e rimediare al più presto - i modi esistono - a questo assurdo giuridico che spezza la struttura portante della Repubblica: la buona fede dei cittadini.

di Renato Farina

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Commenti all'articolo

  • Antonio blaki

    08 Settembre 2018 - 18:06

    L'uomo del colle è di parte,si vede lontano un miglio,da quello che si legge, sembra che questa volta e non sarebbe la prima,ii tribunale del riesame ha fatto una porcata e l'uomo del colle se ne sta zitto difendendo di fatto questi signori che possono decidere della vita delle persone e se sbagliano non pagano mai,troppo bello e troppo facile giocare sulla pelle altrui senza rischiare di pagare.

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  • bellissimo

    08 Settembre 2018 - 11:11

    Mattarella non esiste.Adoperano un ologramma da far vedere e sentire quando va in giro.Null'altro !!

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  • Antonio blaki

    08 Settembre 2018 - 11:11

    Quanti si meravigliano del comportamento dell'uomo del colle in merito alla condanna della lega,ma cosa si aspettavano da un DC DOC,altro che garante,avere un arbitro così è come non averlo e di fatto ha un ruolo inutile nella vita del paese sarebbe meglio abolirlo visto che non conta nulla.

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