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L'assedio giudiziario

Matteo Salvini e i magistrati, Paolo Becchi: "Siamo tornati a Tangentopoli, ma oggi la Lega..."

7 Settembre 2018

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Matteo Salvini e i magistrati, Paolo Becchi: "Siamo tornati a Tangentopoli, ma oggi la Lega..."

Siamo tornati al 1994. No, non abbiamo perso vent' anni in una notte, abbiamo soltanto perso un' altra fetta di democrazia. Nel '92 era già stata distrutta per via giudiziaria la Prima Repubblica e iniziava il ventennio di attacco dei giudici nei confronti di Silvio Berlusconi.
È trascorso quasi un quarto di secolo e la storia si ripete. Il Tribunale del Riesame di Genova l' ha fatta grossa. Ha dato il via libera alla procura di procedere con l' esecuzione nei confronti della Lega per la somma complessiva di 49 milioni di euro, andandoli a cercare da qualsiasi fonte riferibile alla Lega stessa. In pratica ha destinato a morte un partito politico, fregandosene altamente del ruolo che i partiti hanno nella vita democratica del Paese secondo quanto stabilito dall' articolo 49 della Costituzione.



Ma non è solo la Costituzione ad essere stata mortificata. Qui c' è in ballo lo Stato di diritto, tanto invocato negli ultimi giorni. Avevamo scritto giorni fa su come si sarebbe dovuta applicare correttamente - stando alle regole attuali - l' istituto della confisca. Non ci ripeteremo sul punto, ma l' aspetto fondamentale del nostro ragionamento era quello per cui la confisca diretta (detta «in rem»), non si può riferire a tutte le somme presenti e future che sono o saranno inserite nei conti correnti del partito, ma solo a quelle accertate al momento del sequestro, che deve essere considerato come un atto che anticipa gli effetti della confisca. Quindi da confiscare erano solo gli importi già sequestrati. Come avviene nel 99,9% dei casi. Il fatto che il denaro sequestrato non fosse sufficiente, rende possibile la confisca «in personam», cioè quella per equivalente, la quale però è applicabile solo nei confronti dei soggetti responsabili dei reati. In tal caso Bossi e Belsito, non di certo il partito politico che vede oggi quale legale rappresentante un soggetto totalmente diverso.

Sentenza politica - La Cassazione invece, che era stata tirata in ballo dalla procura di Genova per dare un' interpretazione su come applicare l' istituto della confisca, si era pronunciata in senso opposto al nostro ragionamento, estendendo gli effetti del primo tipo di confisca anche al secondo, fino all' escussione dell' ultimo centesimo delle somme che le sentenze ritenevano essere state oggetto dei reati contestati.
Il Tribunale di Genova avrebbe potuto benissimo interpretare le norme disattendendo la pronuncia della Cassazione, cosa che sovente avviene nella prassi processuale italiana. E invece ha emesso una sentenza politica. Una sentenza che estingue, per via giudiziaria, un partito politico che - stando ai risultati delle elezioni del marzo - è il secondo partito italiano in termini di seggi ottenuti in Parlamento. Stando ai recenti sondaggi, invece, sarebbe addirittura il primo partito italiano.
Ormai la Lega ha il vento il poppa e il «Capitano» certo non si lascerà fermare da una sentenza. I guai risalgono alla Lega Nord, il Nord non c' è già più nel nome del partito. Non riescono a sconfiggere per via politica la Lega e allora ci provano per via giudiziaria. Ma Salvini non può rinunciare al nome «Lega»: la chiami allora semplicemente «Lega Italia» o «Lega degli italiani».

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma

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Commenti all'articolo

  • greppio

    08 Settembre 2018 - 12:12

    Eh, no! Qui nn ci sono tangenti, ne accordi sottobanco...Qui c'è la volontà di una manciata di burocrati di stato di far fuori la Lega e il governo. Sarebbe bene che il M5s si desse una sveglia, xché dopo la Lega nella lista dei nemici ci sono proprio i grillini. Ricordate che i golpe nn si fanno sempre e solo cn i carri armati in piazza. E questo é un tentativo di golpe.

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  • veneziano49

    07 Settembre 2018 - 23:11

    Secondo il mio parere Salvini dovrebbe dire che il Riesame andrebbe arrestato per attentato contro la Costituzione

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  • rikonev

    07 Settembre 2018 - 23:11

    Il ministro dell’Interno Salvini, con la vicenda Diciotti, ha applicato la legge: quella che vieta l’immigrazione clandestina. Certe Procure gli hanno contestato, invece, reati penali. E’ evidente che la separazione dei poteri non esiste più. Il potere giudiziario si pone arbitrariamente al di sopra di quello esecutivo. Non è Salvini il “sovversivo”, come ulula Magistratura Democratica e il PD. Le

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