L'editoriale

Vittorio Feltri, tagliare il numero dei parlamentari è una scemenza: non serve a niente, il risparmio è minimo

Marco Rossi

Tagliare il numero dei parlamentari è una scemenza, non serve a niente, il risparmio è minimo e non snellisce affatto la burocrazia. I grillini hanno proposto lo sfoltimento nella speranza di raccattare una manciata di voti di gente che detesta deputati e senatori per motivi futili o per generico rancore nei confronti dei politici. Sarebbe stato assai più utile aderire all' idea di Matteo Renzi, quella di abolire l' assemblea di Palazzo Madama così da istituire un sano monocameralismo. Suggerimento respinto con perdita mediante il referendum più insensato della storia repubblicana. Devo aggiungere che anche il giovin presidente gigliato del consiglio aveva commesso un errore nella stesura della sua riforma: pretendeva non la completa cancellazione del Senato, come sarebbe stato opportuno, bensì la sua trasformazione in un luogo adatto alle perdite di tempo, nel quale radunare un centinaio di rappresentanti regionali incaricati di occuparsi di cretinate. Ovvio che i cittadini abbiano capito poco o nulla dei cambiamenti avanzati dall' ex sindaco di Firenze e li abbiano bocciati con il seguente ragionamento: vuoi cancellare il Senato? Fallo. Ma non puoi annullarne solo un pezzo. Renzi al confronto di Di Maio e Conte è comunque un premio Nobel. La riduzione degli onorevoli non porterebbe alcun vantaggio tranne uno: in attesa del referendum le cesoie non potranno intervenire, cosicché il governo potrà tranquillamente cessare la sua attività dannosa, e il Parlamento rimarrà intatto dal punto di vista numerico. E il prossimo, che uscirà dalle urne, sarà esattamente affollato quanto quello di oggi.