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Paolo Becchi, la strategia segreta di Di Maio: "Su cosa può fare cadere il governo, così si libererà di Conte"

Giulio Bucchi
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Sulla prescrizione Giuseppe Conte ha raggiunto il compromesso tra M5s e Pd, ma resta l'incognita di Matteo Renzi: "Non hanno i numeri - ha avvisato il leader di Italia Viva, enigmatico - ma non farò cadere il governo". Come ne usciranno, non si sa. Ma intanto, spiega Paolo Becchi, c'è un altro fronte che potrebbe portare alla crisi di governo: "La revoca delle concessioni. Se il Pd e Renzi non accettano, salta tutto, può cadere il governo. Il MoVimento non può perdere la faccia". Il Movimento, ma soprattutto Luigi Di Maio: "Lui ha subito tutte le scelte che sono state fatte da agosto in poi - sottolinea Becchi, intervistato da LoSpecialeGiornale -. Fosse stato per lui questo governo non sarebbe mai nato. Si è dimesso alla vigilia delle regionali ben consapevole di come, la sicura sconfitta in Emilia Romagna e in Calabria, sarebbe servita per sparargli addosso. Ma di certo non ha nessuna intenzione di farsi da parte. Si è tolto la cravatta per tornare al movimentismo delle origini".  Leggi anche: "Renzi ha capito che se Conte dura, per lui è la fine" Il nuovo corso ripartirà dalle vecchie battaglie del Movimento. "Di Maio è consapevole di come non si possa cedere sulla prescrizione, sui vitalizi, sul taglio dei parlamentari, sul reddito di cittadinanza, e di come sia necessario anteporre la coerenza alle poltrone. I 5 Stelle, anche se nel Paese non hanno più voti, sono comunque ancora la forza di maggioranza relativa in Parlamento, quindi non possono farsi dettare l'agenda dal Pd o da Renzi. L'unico modo che il M5s ha per rilanciarsi è tenere duro e non cedere". E qui arriva il suggerimento del professore, editorialista di Libero: "Se fossi in Di Maio avrei tutto l'interesse a far cadere l'esecutivo in modo da liberarsi politicamente una volta per tutte di Conte".

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