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Di Ivan Rota

Periscopio, gli eventi vip della settimana

5 Dicembre 2018

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Periscopio, gli eventi vip della settimana

Il Capitano di Bastur

Uscito in questi giorni nelle librerie, il romanzo di Claudio Alvigini, “Il Capitano di Bastur”, edito da Macabor, è certamente un libro fortemente ispirato, che si colloca agevolmente sulla scia di due importanti romanzi: “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati e “Il castello” di Kafka. E già da questo è facile intuire che ci troviamo di fronte ad un autentico caso letterario.

 Definito già a pochi giorni dalla sua uscita “un crossover o un fantasy colto che piace agli adulti ed ai giovani che sono oltre Harry Potter”, il romanzo è, in sintesi, la storia della vita e della crescita di Basin; da bambino, chiuso nel paesino di K. e allievo del Maestro delle Lettere D'eleganza Cardelio, a giovane uomo. E’ la storia della sua ansia e del suo sogno di conoscenza e libertà che si intreccia indissolubilmente con i vari personaggi e le varie figure, spesso femminili, che incontra nel suo lungo cammino di affrancamento.A differenza del tenente Drogo nel romanzo di Buzzati, e del signor K del romanzo di Kafka, il giovane Basin, sarà inevitabilemente attratto dal fascino irresistibile del mistero che aleggia al di là delle montagne che cingono il suo paese. Una storia insolita dunque, costruita su una dimensione misteriosa fatta sì di realtà ma contaminata da un gusto del racconto remoto ed enigmatico."Il romanzo ha un’ambientazione velata ed un titolo che non fa alcun riferimento reale o luogo esistente che io conosca” – afferma l’autore – “come quasi tutto nel romanzo, risponde ad un nome che suonava bene, ad “una buona musica”. Il mio romanzo non ha nulla, almeno apparentemente di autobiografico, ma forse potrei somigliare, fatti i dovuti distinguo, a Basin il cui sogno è raggiungere il Capitano di Bastur."Per lanciare il “Il Capitano di Bastur” su scala nazionale, Claudio Alvigini ha scelto Palermo. Ed è particolarmente rilevante e significativo che lo abbia fatto proprio nell’anno di Palermo Capitale della Cultura. “Ho scelto Palermo” - dichiara Alvigini - perchè è una città centrale nella mia vita. In essa ho passato l'adolescenza e lì sono nati primi amori e prime cose scritte”. “E' come un tornare ad Itaca per ringraziarla di ciò che allora mi diede e che mi porto dentro”. Il capoluogo siciliano, non a caso, già dall’anno scorso, si pregia di essere stato riconosciuto come “Città che legge”, titolo acquisito grazie soprattutto all’operato delle varie associazioni che si occupano del libro e del mondo ad esso collegato, frutto di una straordinaria capacità di creare relazioni valide e durevoli.


 

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