Scalfari

Il sogno di Eugenio: senatore a vita grazie a Napolitano

Giulio Bucchi

Alla carriera gloriosa dell'ambizioso Eugenio Scalfari manca solo una tappa, quasi obbligata: uno scranno a Palazzo Madama, come Senatore a vita. Il fondatore, direttore e oggi editorialista e padre nobile di Repubblica, a 86 anni, non si accontenta più di rivestire i panni (che gli calzano a pennello) di Barbapapà e solone della domenica. Il partito dei Repubblicones si aspetta qualcosa in più. E Scalfari, da gran stratega e navigato commentatore politico, sta già utilizzando i mezzi e le conoscenze più consone. La tattica è semplice: arrivare al Senato attraverso le colonne del proprio influente quotidiano e toccando i tasti giusti. Per esempio, Giorgio Napolitano. Dopo la morte di Sergio Pininfarina lo scorso 3 luglio, in Senato si è aperto un posto. E il 5 luglio Scalfari esce su Repubblica con un'intervista che molti hanno definito "sdraiata" proprio al presidente della Repubblica (che, per chi non lo sapesse, ha il potere di nominare i senatori a vita). Domenica è toccato al presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi, mentre a giugno era stato il turno di Mario Monti. Tre "scoop" che, come sottolinea Stefano Filippi su Il Giornale, non hanno notizie. Cosa più unica che rara, considerato il valore dell'intervistatore e il prestigio degli intervistati. Più che colpi editoriali, sembrano dunque compiti da sbrigare, tappe forzate nella marcia verso Palazzo Madama. Con riflesso di gloria per l'ego smisurato di Barbapapà.