All'attacco

Giovanardi: "Cucchi picchiato dai suoi amici spacciatori"

Andrea Tempestini

"E’ evidente che Ilaria Cucchi sta sfruttando la tragedia del fratello”. Così il vulcanico Carlo Giovanardi, ospite di Alessandro Milan alla trasmissione 24 Mattino di Radio24, critica la scelta della sorella di Stefano Cucchi di candidarsi nelle liste di Rivoluzione civile di Antonio Ingroia. Giovanardi torna poi sulla vicenda della morte del fratello, e ancora una volta lo fa con parole forti.  Giovanardi: "Cucchi menato dagli amici spacciatori" Guarda il video su LiberoTV "Menato dagli amici spacciatori" - “Tutte le perizie arrivano alla conclusione che non c’è nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite - ha spiegato Giovanardi -. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori. Tre poveri agenti di custodia sono massacrati da quattro anni perché dappertutto è stato detto che lui è stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè che è morto perché era debole, aveva una serie di patologie. Ha fatto lo sciopero della fame e i medici invece di curarlo l’hanno lasciato morire prendendo per buona la volontà di una persona che non sapeva gestirsi”. Gli agenti sotto processo sono per Giovanardi “tre poveri cristi che lavorano per 1200 euro al mese e subiscono un processo su un’accusa costruita sul nulla”. "Come Carlo Giuliani" - Poi Giovanardi mette nel mirino la sorella, Ilaria Cucchi: "Come succede sempre in Italia su fatti come questi, si costruisce una carriera politica e la sorella è diventata capolista di un partito. Era evidente che sarebbe finita così. Suo fratello è una vittima, era una persona malata, ha tentato più volte di recuperarsi, ha avuto una vita difficile da tossico e spacciatore. Ma da questo alla Provincia di Roma che gli voleva intitolare le scuole come se fosse un esempio ai giovani, non ci sto. E’ come con Carlo Giuliani: certo Giuliani è una vittima, poveretto. Ma si possono intitolare a lui le sale del Parlamento? Io dico no, perché quando è morto stava per ammazzare tre carabinieri”.