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Vittorio Feltri: basta programmi di cucina in tv

15 Febbraio 2015

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Vittorio Feltri: basta programmi di cucina in tv

Lui è uno al quale la buona cucina (come i cavalli) piace. Non a caso è uno dei clienti fissi di "Da Vittorio", rinomato e stellato ristorante delle valli della bergamasca. Ma i cuochi, ecco, quelli a Vittorio Feltri non vanno esattamente a genio. O meglio, non va a genio l'aurea da superstar di cui si sono circondati in questi anni. Lo scrive oggi su Il Giornale: "Da quando l' Italia è in crisi e i consumi alimentari sono diminuiti, tant' è che la mensa più frequentata è quella della Caritas, i cittadini pensano ossessivamente al cibo e a come rimpinzarsi di tagliatelle, stufato e tiramisù. Un deciso contributo al successo inatteso della cultura dei sapori, forti o delicati che siano, è stato dato dalla tv, manco a dirlo, dove trionfano a qualsiasi ora del giorno programmi - tutti uguali - riservati all' arte culinaria, a competizioni tra chef (professionisti o dilettanti) che ottengono ascolti importanti, in grado di attirare molta pubblicità". E dove arriva la tv arriva l'adorazione: "I giovani e gli adulti (e i vecchi) considerano gli esperti di omelette, veri o presunti, mirabili star. Li invidiano. Ne conoscono le biografie, gli studenti intendono seguirne le orme convinti che, dopo la maturità alberghiera, diventeranno famosi come Carlo Cracco, Andrea Berton, Gualtiero Marchesi e Davide Oldani; guadagneranno monti di denaro e si spalancheranno loro le porte degli studi televisivi. Ingenui. Ignorano che se dieci cuochi hanno sfondato, perché eccellenti, cento sono affondati in trattoria e sgobbano da mattina a sera alla friggitrice. E la notte, quando cessano di lavorare, puzzano di olio bruciato".

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Commenti all'articolo

  • zydeco

    15 Febbraio 2015 - 22:10

    Ha ragione Feltri. Mi pare che si stia esagerando un po' troppo. Quello che dicono questi personaggi non e' il Vangelo. Cucinino meglio e di piu' e parlino meno. Specialmente questo Bastianich che se lui e' un cuoco io sono l'imperatore del Giappone.

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    • Bolinastretta

      16 Febbraio 2015 - 15:03

      condivido in toto! unica osservazione soprattutto su quello che si sentiva un Dio per le sue tagliatelle, oggi lo troviamo sui portelloni imbrattati di fango dei furgoni delle patatine: Ma Bastianich non ha mai detto di essere un cuoco, probabilmente si intende di cucina e di piatti per il fatto di essere un imprenditore del settore ha una casa vinicola ed è socio di alcuni ristoranti Newyorkesi!

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