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Ad alzo zero

Marchionne spara: "Impresentabile". L'attacco (feroce) a Montezemolo

12 Febbraio 2016

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Sergio Marchionne e Luca Cordero di Montezemolo

A poche settimane dall'inizio della nuova stagione di Formula 1, Sergio Marchionne parla della sua Ferrari. E come sempre non usa giri di parole. Anzi, ci va giù pesantissimo. "È una Ferrari molto diversa da quando arrivai io nel 2014, questo sì", esordisce in un'intervista alla Gazzetta dello sport. Dunque, spiega che il momento più difficile è stato "il primo mese". Quindi, il missile terra-aria: "Quando sono andato a vedere dove stavamo veramente nel panorama della F1 e mi sono reso conto che non eravamo né presentabili né competitivi". Un messaggio chiarissimo rivolto al suo predecessore, quel Luca Cordero di Montezemolo con il quale i rapporti non sono mai stati troppo cordiali: quella che aveva lasciato, ci spiega il manager italo-canadese, era una Ferrari "impresentabile".

Dunque, Marchionne, rivela di aver ritrovato un po' di speranza "quando abbiamo ripulito i ranghi. Abbiamo vinto togliendo le ingerenze e rifocalizzando il team a fare le cose che erano veramente importanti. L’arrivo di Maurizio (Arrivabene, ndr) ha aiutato molto". Quale il difetto di Arrivabene? "Se ha un difetto - risponde il presidente del Cavallino - è che non è un tecnico, ma non so se sia un difetto o un pregio. Il vantaggio è che possiede l'abilità di fare squadra in un modo bestiale. Lo fa visceralmente, fisicamente". Infine una battuta sulla Mercedes, con cui Marchionne spiega perché la scuderia tedesca ha accumulato un simile vantaggi sui rivali: "Quando sono uscite le nuove regole le hanno capite subito. Noi - riprende a cannoneggiare - lo abbiamo fatto un po' alla carlona, credo. Ma non voglio criticare il passato", conclude, senza però che (quasi) nessuno gli creda. Il messaggio è arrivato, forte e chiaro.

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Commenti all'articolo

  • gigi primo

    12 Febbraio 2016 - 14:02

    Finalmente qualcuno che ha riconosciuto i demeriti di quel personaggio, che però continua a nuotare in quel brodo di agnelli che abbiamo profumatamente pagato e sovvenzionato, anche grazie a certi sindacati.

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  • aquila azzurra2

    12 Febbraio 2016 - 13:01

    possiamo dire tutto ed il contrario di tutto su marchionne, ma dobbiamo riconoscergli il grande merito di aver resuscitato la fiat moribonda e la grande dote del parlar chiaro e dell'agire da grandissimo manager. Il lassismo e l'antagonismo dei sindacati avevano trascinato la più grande azienda del paese alla rovina. Marchionne for ever.

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